Rapporto esplicativo
Consultazione 2005/90: Modifica dell'OST concernente il servizio universale · 40 pagine
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Per esempio quanto un corrispondente bisogno è dimostrato, cioè quando siffatti servizi hanno una vasta diffusione e sono importanti per la partecipazione alla vita sociale ed economica.”4
2.3 Adattamento periodico dell’obbligo di fornire il servizio universale
Il servizio universale non è una struttura rigida. Come già menzionato, ai sensi dell’art. 16 cpv. 3 LTC, il Consiglio federale adegua periodicamente le prestazioni del servizio universale alle esigenze sociali ed economiche e allo stato della tecnica.
In vista della pubblica gara per il rilascio della concessione valida dal 1° gennaio 2008, occorre verificare ed eventualmente adeguare la portata attuale del servizio universale. Questo avviene mediante la proposta di modifica dell’OST.
La verifica periodica non implica obbligatoriamente un ampliamento della portata. Non è necessario includere nel servizio universale le prestazioni offerte a tutta la popolazione a prezzi ragionevoli nell’ambito del regime di concorrenza radicato. Può essere soppressa dal servizio universale anche una prestazione che non corrisponde più a una necessità molto diffusa
2.4 Finanziamento
La concessione per il servizio universale è rilasciata dopo una pubblica gara che va indetta periodicamente. Di norma ottiene la concessione il candidato che soddisfa al meglio i criteri precedentemente fissati e che non chiede nessun contributo finanziario. Se più di un candidato chiede un contributo finanziario, la Commissione federale delle comunicazioni (ComCom) sceglie colui che propone il miglior rapporto tra le prestazioni offerte e l’importo del contributo, approfittando dunque della concorrenza tra i vari postulanti. Rileviamo che l’impresa Swisscom Fixnet SA, titolare dell’attuale concessione per il servizio universale, non ha chiesto alcun contributo finanziario in occasione della sua candidatura nell’inverno del 2002.
Se un concessionario del servizio universale chiede un contributo, questo viene finanziato mediante un fondo. Quest’ultimo, amministrato dall’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM), è alimentato dai canoni di concessione pagati dai fornitori di servizi di telecomunicazione (FST) titolari di una concessione di servizi di telecomunicazione. Il ricavato del canone serve esclusivamente al finanziamento dei costi scoperti del servizio universale. L’ammontare addossato ai concessionari di servizi di telecomunicazione equivale dunque al totale di questi costi ripartito tra gli operatori al pro-rata della cifra d’affari realizzata sui servizi oggetto della concessione.
I costi scoperti del servizio universale sono compresi nella nozione di costo totale netto del servizio universale, ossia la differenza tra il costo netto sostenuto dall’impresa che fornisce il servizio universale e quello che dovrebbe assumere se non lo fornisse. Il calcolo del costo totale netto deve soddisfare un certo numero di principi legali. Vanno tra l’altro presi in considerazione gli introiti persi se non sussistesse l’obbligo di fornire il servizio universale e il valore dei beni immateriali provenienti dallo statuto di concessionario del servizio universale. La nozione di costo totale netto del servizio universale è definita all’art. 17 OST e i principi che regolano il suo calcolo figurano all’art. 18. Ricordiamo inoltre che questo approccio, adottato in Svizzera nell’ottobre 2001, è pienamente compatibile con quello dei Paesi membri dell’Unione europea.
4 Messaggio concernente la revisione della legge sulle telecomunicazioni (LTC) del 10 giugno 1996: FF 1996 III, 1297.