Rapporto esplicativo
Consultazione 2005/90: Modifica dell'OST concernente il servizio universale · 40 pagine
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Da un punto di vista economico, uno dei principali inconvenienti del sistema di finanziamento previsto sta nell’assenza di corrispondenza tra colui che ordina le prestazioni del servizio universale e definisce le condizioni dell’offerta, ossia il Consiglio federale, e coloro che infine ne assumono il finanziamento, all’occorrenza i fornitori di servizi e in ultima istanza, i consumatori. In effetti, i fornitori di servizi di telecomunicazione non esiteranno a ripercuotere i loro oneri sugli utenti e in particolare su quelli che presentano la domanda meno elastica. Precisiamo ancora che questo problema è aggravato dal fatto che, al momento della decisione, l’autorità che stabilisce il contenuto del servizio universale non dispone di tutte le informazioni necessarie a valutarne le conseguenze finanziarie.
Queste difficoltà sottolineano la necessità di limitare il servizio universale alla fornitura di prestazioni di base, ampiamente diffuse e ritenute assolutamente necessarie alla partecipazione economica e sociale di ognuno, e di mantenere i costi scoperti del servizio universale entro i limiti sopportabili. Se queste due condizioni non dovessero essere soddisfatte, si rischierebbe di creare distorsioni di mercato, ad esempio promuovendo investimenti inadeguati, che porterebbero all’effetto contrario di quello sperato, ossia un rincaro sostanziale del prezzo delle prestazioni di base. Tale situazione renderebbe meno attraente la piazza economica svizzera e penalizzerebbe, in ultima analisi, tutti coloro che inizialmente si voleva tutelare, ad esempio le famiglie a reddito modesto.
Sul mercato liberalizzato delle telecomunicazioni sono principalmente i suoi attori a poter decidere quali tecnologie impiegare e quando introdurle. Senza esserne stata costretta dallo Stato, Swisscom aveva già realizzato la maggior parte degli investimenti necessari alla tecnologia ISDN ancor prima dell’entrata in vigore dell’attuale concessione per il servizio universale (2003). Pertanto, l’estensione del servizio universale ai collegamenti ISDN non ha avuto gravi ripercussioni e Swisscom non ha fatto valere costi complessivi netti. Oggi il numero di collegamenti ISDN è in calo, questo fenomeno si spiega in parte con l’avvento della tecnologia a banda larga: uno sviluppo di proporzioni inattese al momento dell’attribuzione dell’attuale concessione per il servizio universale.
3 Portata del futuro obbligo di fornire il servizio universale
3.1 Introduzione
L’adattamento periodico del servizio universale alle necessità sociali ed economiche non consiste solo nel verificare i nuovi servizi da includere ma anche nello scartare prestazioni o servizi supplementari considerati oramai obsoleti. L’analisi è stata effettuata in base a due metodi:
1. con criteri d’esclusione che permettono di definire se occorre sopprimere determinate prestazioni dal servizio universale;
2. con criteri d’inclusione che permettono di definire se determinate prestazioni vanno eventualmente incluse nel servizio universale;
In questo caso sono trattate soltanto le analisi che portano ad un adeguamento concreto della portata del servizio universale.
3.2 Soppressione di prestazioni dall’obbligo di fornire il servizio universale
3.2.1 Procedimento
In una prima fase vengono analizzate le prestazioni incluse nella portata attuale del servizio universale. Tuttavia, non si tratta di esaminarle tutte, poiché il servizio universale contiene