Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/125: Semplificazione della legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto · 314 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 230Fedlex · Rapporto esplicativo

6.2.2 La normativa dell’UE

Nell’UE i doni non rientrano nella base di calcolo (art. 11 Parte A cpv. 1 lett. a della Sesta Direttiva CE). Essi non determinano alcuna riduzione del diritto alla deduzione dell’imposta precedente.

6.2.3 Possibilità di riforma: imposizione dei doni (alternativa 1)

Descrizione della possibilità di riforma: secondo quest’alternativa il beneficiario di un dono proprio è tassato con la medesima aliquota applicata alla prestazione finanziata, purché essa venga utilizzata per finanziare un’attività imponibile. Diversamente dalla legislazione in vigore, la prestazione finanziata per il tramite di simili risorse dà diritto alla deduzione integrale dell’imposta precedente.

Se il destinatario utilizza il dono per finanziare un’attività esclusa dall’imposta, il dono corrisponde a una controprestazione parziale per la prestazione esclusa dall’imposta eseguita. Esso non sottostà pertanto all’imposta. Come finora non è ammessa la deduzione dell’imposta precedente sui costi concernenti prestazioni escluse dall’imposta.

Esempi di doni per il finanziamento di un’attività imponibile:

• La persona privata X dona 100 franchi alla Dampfbahn Furka-Bergstrecke AG

per sostenere la manutenzione della tratta Gletsch – Oberwald.

• La fondazione Y fornisce un contributo a fondo perso di 15 milioni di franchi

per il rinnovo di un albergo in stile Liberty, di rilievo dal profilo storicoculturale.

a) Ripercussioni sui contribuenti

L’imposizione dei doni forniti o utilizzati per finanziare prestazioni imponibili determina di massima un deflusso di risorse maggiore di quello attuale presso i contribuenti. Il loro risultato aziendale subisce un peggioramento rispetto a quello odierno perché la riduzione della deduzione dell’imposta precedente produce un importo inferiore a quello dell’imposta sui doni. La pressione verso una maggiore efficienza tende quindi ad aumentare.

b) Ripercussioni sull’economia

Nel contesto dell’imposizione dei doni l’orientamento sulle controprestazioni di mercato– e quindi verso un’esecuzione più efficiente delle prestazioni e impostata sui clienti – aumenta perché, rispetto alla situazione odierna, al beneficiario del dono poco importa se dal profilo IVA i suoi prodotti constano di doni o di ricavi dal mercato. La possibilità di riforma ha anche effetti positivi sulla neutralità concorrenziale.

c) Importanza per i consumatori

Se non vuole o non può neutralizzare questo deflusso di risorse mediante una riduzione dei suoi margini, il contribuente deve eseguire la sua prestazione in maniera più efficiente o aumentarne il prezzo in modo corrispondente oppure rinunciare all’esecuzione della prestazione. Le reazioni che ci si possono attendere dipendono dai singoli casi. Non è pertanto perlomeno escluso un maggiore onere sui consumatori. Inoltre il dono di un consumatore non profitta interamente al beneficiario del dono, ma confluisce in misura ridotta anche nelle casse della Confederazione.