Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/125: Semplificazione della legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto · 314 pagine

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ramente al disotto rispetto, ad esempio, ai Paesi dell’UE, nei quali le ore impiegate annualmente per il pagamento dell’IVA sono calcolate fra le 16 ore (Italia) e le 360 ore (Cechia). Per gli altri Paesi dell’UE confinanti con la Svizzera le ore spese per questi lavori sono state calcolate a 40 ore (Germania), 28 ore (Francia) e 96 ore (Austria).

7.2.2 Possibilità di riforma: versamento di una provvigione di riscossione

Descrizione della possibilità di riforma: per coprire le spese di pagamento dei contribuenti illustrate nel numero precedente la Confederazione versa un determinato importo a ogni contribuente. Il sottostante paragrafo f fornisce informazioni sulla difficoltà ad individuare una base di calcolo. La provvigione di riscossione deve inoltre essere finanziata nell'ambito del sistema dell'IVA.

Per ogni 0,1 punti percentuali dell’aliquota unica la Confederazione consegue entrate di circa 300 milioni di franchi. Se dunque si indennizzassero i circa 1,5 miliardi di franchi di spese di pagamento secondo la tabella precedente, sarebbe necessario aumentare l’aliquota IVA di 0,5 punti percentuali.

In alternativa sarebbe pensabile anche un risarcimento meramente simbolico di, ad esempio, 300 franchi forfettari annui per ogni contribuente. Ciò causerebbe spese di circa 100 milioni di franchi, sarebbe probabilmente finanziabile senza ricorrere a un aumento dell’imposta e non avrebbe neanche percettibili ripercussioni sull'economia e sui consumatori.

a) Ripercussioni sui contribuenti

Le spese di pagamento dipendono dal settore, dalle dimensioni e dal metodo di rendiconto e da altri fattori, che non sono conosciuti né per la singola azienda, né per l’insieme delle imprese. In una prima fase la provvigione di riscossione avrebbe ripercussioni positive sulle imprese in quanto consente di aumentare il margine e l'utile o di abbassare i prezzi. Ma poiché tutti i contribuenti beneficiano di una tale provvigione, solo le imprese che eseguono le loro prestazioni all'estero o verso l'estero otterrebbero a breve termine un lieve vantaggio in termini di competitività rispetto ai concorrenti straniere. Questo vantaggio si capitalizza tuttavia nel tasso di cambio che si rivaluta in base all'entità del risparmio dei costi. Sebbene le maggiori entrate complessive provenienti dall'aumento dell’IVA di 0,5 punti percentuali siano distribuite in forma di provvigioni di riscossione, la riduzione delle spese compensa solo in parte l'aumento dell’imposta sulle prestazioni per i consumatori finali. La provvigione di riscossione è pagata, infatti, anche ai contribuenti che eseguono prestazioni unicamente a contribuenti oppure che realizzano la loro cifra d'affari tramite operazioni d'esportazione od estero su estero. La possibilità di trasferire o no l'imposta supplementare dovuta all'aumento dell'IVA dipende dalla domanda e dall'offerta sul mercato corrispondente.

Sotto l'aspetto psicologico il contribuente può diventare un incaricato dell'Amministrazione e ciò influenzerebbe positivamente l’accettazione dell'imposta.

b) Ripercussioni sull’economia

Se la Confederazione paga alle imprese le spese amministrative causate dall’IVA, si abbassano i prezzi delle prestazioni (la riduzione delle spese è trasferita agli acquirenti) oppure aumenta il margine e quindi l'utile cosicché anche la capacità d'investimento aumenta. Come già menzionato, tutte le imprese iscritte nel registro dei