Rapporto sui risultati

Consultazione 2006/15: Revisione 09 della legislazione militare · 12 pagine

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Le critiche più frequenti possono essere riassunte come segue:

– tra il presente progetto legislativo e la revisione 08 dell'OEs (fase di sviluppo dell'esercito

2008/11, messaggio del 31 maggio 2006, FF 2006 5695) vi è un'ampia relazione, motivo per cui la presente revisione dovrebbe essere differita fino al momento in cui sarà fatta chiarezza sul trattamento della fase di sviluppo dell'esercito 2008/11 e della revisione dell'organizzazione dell'esercito.

– La revisione sarebbe integrata in maniera lacunosa in un più ampio contesto; mancherebbero

basi in materia di politica di sicurezza e di politica di difesa.

– L'obbligo per i militari di milizia di assolvere l'istruzione all'estero dovrebbe essere applicato con

prudenza e limitato ad Armi particolari (blindati, aviazione, eventualmente artiglieria). Le esercitazioni relative alle operazioni di sicurezza del territorio dovrebbero di principio svolgersi in Svizzera.

– Una proroga del corso di ripetizione all'estero sarebbe incompatibile con l'economia e il

principio di milizia, non necessaria e non praticabile. Occorrerebbe attendersi numerose domande di dispensa, rimettendo in questione il raggiungimento degli obiettivi dell'istruzione.

– Per quanto riguarda l'impiego di personale militare all'estero, occorrerebbe mantenere il

principio della partecipazione su base volontaria. Occorrerebbe eventualmente prevedere soltanto un obbligo nel contratto di lavoro oppure, invece di un obbligo, dovrebbero essere creati incentivi.

– Per quanto riguarda l'obbligo dei militari in ferma continuata di compiere impieghi all'estero,

occorrerebbe salvaguardare la loro libertà di decisione fin dopo l'assolvimento dell'istruzione di base. Inoltre, per determinati casi occorrerebbe prevedere la possibilità di ritirarsi.

– La proposta rinuncia a un mandato dell'ONU o dell'OSCE nel caso di impieghi di promovimento

della pace non armati è respinta dalla maggioranza, perché, da un lato, per simili impieghi è richiesta un'elevata legittimazione politica e, dall'altro, non vi è alcuna urgenza di una simile semplificazione.

– Per quanto riguarda l'approvazione dei servizi di promovimento della pace e dei servizi

d'appoggio da parte del Parlamento, sono stati oggetto di critiche soprattutto i trasferimenti di competenze a favore del Consiglio federale, nella misura in cui riguardavano la modifica dell'entità dei contingenti e la durata. Quale argomento principale è stato indicato che simili impieghi richiedono un'elevata legittimazione politica. Per quanto riguarda le rimanenti proposte di semplificazione, si lamenta segnatamente la perdita della funzione direttiva e di controllo del Parlamento.

– Nel quadro della messa fuori servizio del materiale dell'esercito e degli immobili militari,

dovrebbero essere concesse condizioni preferenziali alle organizzazioni partner dell'esercito e della protezione della popolazione (tra l'altro, consegna gratuita di materiale dell'esercito in esubero) e dovrebbero essere considerati prioritariamente i Comuni e i Cantoni d'ubicazione. È stata pure proposta la rottamazione del materiale dell'esercito in luogo della vendita.

– Le prestazioni commerciali delle unità amministrative del DDPS dovrebbero essere fornite alla

protezione della popolazione e alle sue organizzazioni partner a condizioni di favore. Le attività commerciali del DDPS non dovrebbero avere alcuna incidenza sul mercato del lavoro né concorrenziare l'economia privata.

– Il disegno di LSIM dovrebbe essere completato con altri aspetti relativi all'obbligo di prestare

servizio, ad esempio i settori del servizio civile, della protezione civile, della tassa d'esenzione e del trasferimento elettronico di dati dai Comuni alle autorità militari.

– Le disposizioni della LSIM relative all'impiego di mezzi di sorveglianza militari sarebbero vaghe

e troppo poco limitative.

– Infine, soprattutto da parte della sinistra politica, è stata colta l'occasione per formulare richieste

molto radicali, quali ad esempio la riduzione dell'effettivo dell'esercito a 100 000 militari o addirittura l'abolizione dell'obbligo di prestare servizio militare e l'introduzione di un obbligo generale di prestare servizio.

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