Rapporto sui risultati
Consultazione 2006/67: Strategia di e-government Svizzera · 56 pagine
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Consultazione sulla strategia di e-government Svizzera e sulla relativa convenzione quadro tra la Confederazione e i Cantoni
bero essere rese più concise senza perdita di contenuto, perché diversi punti risultano già da altre disposizioni della convenzione (BE).
Per BE non è neppure chiaro se il semplice concetto di «utilizzazione» dell’articolo 11 sia adeguato come parametro di addossamento dei costi. Anche i privati possono essere considerati come utenti di progetti di e-government, senza che possano essere attribuiti a una delle collettività partecipanti; ma possono anche esistere forme diverse di utilizzo con conseguenze diverse a livello di costi. BE propone pertanto di fondarsi sui costi risultanti – ossia sui minori costi che risultano alla pertinente collettività, nell’adempimento dei suoi compiti legali, dalla soluzione di e-government. In merito esso propone la seguente formulazione: «Le collettività partecipanti disciplinano tramite speciali convenzioni il finanziamento e la realizzazione di progetti comuni di e-government. La ripartizione dei costi di esercizio è effettuata di massima secondo il principio del vantaggio risultante».
SH e l’Archivio di Stato del Cantone di BS raccomandano l’inserimento all’articolo 11 di un nuovo capoverso in virtù del quale la Confederazione e i Cantoni devono provvedere nel quadro della pianificazione dei loro investimenti affinché vengano approntate le risorse necessarie per l’attuazione dei progetti che poggiano su una convenzione speciale.
Per il finanziamento di singoli progetti la convenzione rinvia alle convenzioni speciali che devono essere concluse di volta in volta (art. 11 e 12). AR considera questa normativa insufficiente per valutare le conseguenze finanziarie; inoltre essa solleva più questioni che risposte: ci si chiede se la Confederazione debba mettere a disposizione ulteriori risorse, se tutti i Cantoni debbano cofinanziare la totalità dei progetti prioritari, in quale misura sia garantita la protezione degli investimenti delle applicazioni esistenti di e-government dei Cantoni e dei Comuni che sono già state realizzate in maniera diversa da quanto pianificato nella strategia, se si farà capo a risorse provenienti dai servizi amministrativi decentralizzati e se tali risorse saranno gestite dall’organo di condotta, quali saranno i costi e l’entità che ne risulteranno nei prossimi quattro anni ai Cantoni e se gli eventuali diritti d’autore esistenti saranno ripresi (finanziariamente) dalla Confederazione.
FR propone di riesaminare la locuzione «si applica di norma una chiave di ripartizione orientata sull’utilizzazione» (art. 11 cpv. 3).
Diversi
AR, BL, BS, BE, GE, JU, LU, NW, OW, SH, TI, VD, VS, ZH, eCH, CDCF, CSI, Lucerna,
SwissICT, IBM auspicano una concretizzazione del finanziamento.
Il Governo grigionese intravvede nei documenti presentati perlomeno un obbligo indiretto di cofinanziamento e ne presume che potrà decidere in merito a un’eventuale partecipazione ai costi all’atto della decisione di collaborazione a un progetto
ZH intende aderire a una simile convenzione quadro soltanto se sono note almeno le ripercussioni approssimative di costi.
BS solleva dubbi sul modello di finanziamento proposto, mentre VS è del parere che la convenzione quadro dovrebbe perlomeno definire l’ambito finanziario e una chiave univoca di ripartizione.
JU, CSI, CDCF, Lucerna auspicherebbero inoltre una risposta alle seguenti domande:
• La Confederazione metterà a disposizione ulteriori risorse?
• Tutti i Cantoni devono cofinanziare la totalità dei progetti prioritari?