Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/68: 04.476 Iniziativa parlamentare «Protezione della popolazione e dell'economia dal fumo passivo» · 14 pagine

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soprattutto nei ristoranti, nei caffè e nei bar e, nel 2004, l’85 per cento della popolazione ne era vittima. Se questa cifra è rimasta invariata dal 2001, è invece aumentato il numero dei clienti che si dichiara disturbato dal fumo: più della metà delle persone interpellate si dice molto o abbastanza infastidita, percentuale che sale al 70 per cento tra i non fumatori. Il 68 per cento delle persone interpellate cerca persino di evitare i locali pieni di fumo. È cresciuto anche il numero di persone che vorrebbe una regolamentazione: il 61 per cento della popolazione, tra cui il 67 per cento dei non fumatori, ritiene che sia necessario prendere provvedimenti legali per garantire la creazione di spazi per i non fumatori in tutti i ristoranti. L’eventualità di un divieto totale di fumo nei ristoranti, caffè e bar, con lo scopo di proteggere i clienti e il personale, è ben vista dalla maggioranza delle persone interpellate nel 2004.

Gran parte della popolazione si dichiara favorevole anche a un divieto del fumo sul posto di lavoro. Anche se il numero dei lavoratori esposti al fumo passivo è diminuito dal 54 al 47 per cento tra il 2001 e il 2004, più della metà dei lavoratori non fumatori spera in un divieto totale o almeno nella creazione di più spazi per non fumatori. Questa richiesta è sostenuta anche da un terzo dei fumatori.

2.4 Ultimi sviluppi in Svizzera

Dal 2001 esiste un programma nazionale per la prevenzione del tabagismo (PNPT 2001-2007), la cui l’attuazione è stata decisa dal Consiglio federale. L’obiettivo 3 di questo programma recita: «I non fumatori hanno, in ogni momento, la possibilità di respirare aria senza fumo. Nei luoghi in cui il pubblico è tenuto a trattenersi (luoghi di formazione e di lavoro, amministrazione, ospedali, ecc.), la nuova regola dev’essere di non fumare».12 Il programma non precisa tuttavia come raggiungere questi obiettivi.

I Cantoni AG, BE, BL, BS, FR, JU, SH, TI, VD, VS e ZH hanno emanato alcune disposizioni destinate a proteggere la popolazione dal fumo passivo, essenzialmente nei settori alberghiero, della ristorazione e dell’amministrazione. Tuttavia, la maggior parte di queste disposizioni – come quella introdotta a livello federale – sono applicate nel quadro delle possibilità dell’azienda e non garantiscono quindi che il luogo di lavoro sia effettivamente senza fumo. Le disposizioni cantonali esistenti sono spesso giudicate lacunose. Per questo, in quasi tutti i Cantoni esistono iniziative, in sospeso o in corso, per migliorare la protezione dei non fumatori.

Rispetto agli altri Cantoni, quello del Ticino è all’avanguardia. Il 12 marzo 2006 il 79,1 per cento del popolo ticinese ha votato a favore di una revisione della legge, che prevede il divieto di fumo in tutti i luoghi pubblici. La nuova disposizione, entrata in vigore il 12 aprile 2006 per un periodo transitorio di un anno, si applica anche ai ristoranti e ai bar, dove è tuttavia ancora concesso fumare in spazi separati e ventilati (fumoir) e ai tavoli all’esterno.

Mentre quattro parlamenti cantonali (BE, SG, ZG, ZH) hanno respinto alcune mozioni mirate ad instaurare un divieto di fumo nei locali della ristorazione, il Cantone del Vallese ha recentemente accettato una mozione sul tabagismo passivo che include ristoranti e bar. Nel Cantone di Vaud, il 2 maggio 2006, è stata presentata

12 PNPT 2001-2007, p. 29.