Rapporto sui risultati

Consultazione 2006/99: Legge federale per la lotta contro le malattie trasmissibili dell'essere umano (Legge sulle epidemie) · 64 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 50Fedlex · Rapporto sui risultati

Capoverso 1

ECON s’interroga sull’obbligo di collaborare dell’economia. In particolare al capoverso 1 è impiegata la formulazione “trattare o fare trattare”. Per garantire la certezza del diritto (vedi anche pareri sull’art. 30) è quindi indispensabile che le imprese siano consultate e coinvolte nel processo decisionale.

Per GVA, l’articolo dà l’impressione che agli aeroporti è addossata la responsabilità di rintracciare i passeggeri che si trovavano su un volo assieme a malati o malati sospetti. GVA chiede quindi all’UFSP se metterà a disposizione dei formulari corrispondenti o se gli aeroporti dovranno occuparsene essi stessi. È un quesito fondamentale perché l’aeroporto e i servizi interessati stanno proprio completando i lavori e le procedure sui rischi dei viaggiatori malati.

Capoverso 3

LU, NW, FMH, PHS, ASSM, SSI, SSMI, SGPäd, SSAI e AMCS, attirano l’attenzione sul fatto che il breve periodo di conservazione va ben oltre i bisogni della protezione dei dati e in molti casi impedisce la ricerca epidemiologica. Per le indagini epidemiologiche sono importanti il domicilio e la data di nascita, spesso dati anonimizzati non sono sufficienti e per i dati medici si applica solitamente un obbligo di conservazione di 10 anni. Questo termine di conservazione , con la possibilità di prorogarlo in caso di motivi particolari (vedi anche pareri sull’art. 61), sarebbe adeguato. Il problema della protezione dei dati non sta nel periodo di conservazione, bensì nell'abuso dei dati.

Per malattie particolari, BE si aspetta che la Confederazione disciplini mediante un’ordinanza nei casi in cui sono necessari termini di conservazione più lunghi.

Articolo 60 Confidenzialità dei dati

Nessun parere

Articolo 61 Comunicazione dei dati

FMH, PHS, ASSM e SSAI chiedono un nuovo capoverso 5, per proteggere da discriminazioni i partecipanti a uno studio. I dati personali ricavati da studi epidemiologici non dovrebbero poter essere trasmessi alle casse malati o agli assicuratori. Si vuole così fare in modo che questi dati non possano essere utilizzati per valutare un rischio assicurativo a svantaggio del richiedente. Ciò vale anche per le dichiarazioni personali prima della stipulazione di un'assicurazione. Una persona non può essere obbligata a fornire dati personali rilevati ad esempio nell'ambito di un’indagine epidemiologica. La protezione dalle discriminazioni dei partecipanti agli studi è importante. Ciò va detto espressamente nella legge. È proposta la seguente formulazione: 5“I dati personali rilevati nell‘ambito di indagini epidemiologiche non possono essere inoltrati alle assicurazioni. In particolare non possono essere utilizzati per valutazioni individuali dei rischi nell‘ambito delle domande di assicurazione”.

LUNG ritiene che la Confederazione debba poter chiedere dati anche ai medici, se ciò fosse necessario per la prevenzione nell'ambito delle malattie trasmissibili.