Rapporto esplicativo
Consultazione 2007/106: Revisione della legge sulla pianificazione del territorio · 99 pagine
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Alla luce dell’odierna realtà territoriale, l’assoluta assenza dal diritto vigente di Città, agglomerati e metropoli non è più ammissibile e occorre colmare tale lacuna. Il fatto che il problema dell’estensione degli insediamenti non sia stato completamente risolto giustifica d’altronde l’introduzione di ulteriori disposizioni in materia di sviluppo degli insediamenti.
4.2 Concezione teorica della pianificazione del territorio
Come ogni altro settore specializzato, anche la pianificazione del territorio è cambiata nel tempo, permeabile a correnti e mode.
Lo scopo essenziale della pianificazione degli anni ‘70 era di consentire determinate utilizzazioni (a uso abitativo, produttivo, agricolo ecc.) soltanto nelle zone designate nei piani. Un simile approccio è, per molti aspetti, ancora valido ed efficace. La pianificazione deve avere essenzialmente una funzione di previsione e guida; una determinata utilizzazione è dunque possibile soltanto laddove, nell’ambito della pianificazione, viene offerto un territorio idoneo. Se la pianificazione del territorio si orientasse esclusivamente alle esigenze dei singoli, non sarebbe più fedele ai suoi obiettivi e principi. Ciò detto, l’esperienza insegna che necessità ed evoluzioni non sono sempre prevedibili in modo certo. D’altro canto, non ha senso predisporre utilizzazioni in luoghi in cui non sussiste una domanda. È quindi naturale e corretto che, in fase di pianificazione, ci si basi su esigenze e progetti concreti, cercando di realizzarli senza tuttavia lasciar spazio al libero arbitrio. Una pianificazione orientata alla domanda non significa infatti che si possa realizzare qualsiasi progetto in qualsivoglia luogo. L’approccio della pianificazione orientata alla domanda è, tra l’altro, una delle raccomandazioni del gruppo peritale Scholl (cfr. sopra), di cui un esempio è rappresentato dallo sviluppo di «Projets urbains» nelle grandi città svizzere. In futuro si dovrà puntare a una combinazione tra una pianificazione orientata all’offerta (definizione di un quadro generale di sviluppo, valido per un lungo periodo) e una pianificazione orientata alla domanda o al progetto (attuazione degli obiettivi di sviluppo territoriale sulla base di progetti concreti).
Negli anni ‘70 si credeva di più a uno Stato pianificatore e a una netta ripartizione delle competenze tra le collettività territoriali. Oggi si attribuisce maggiore importanza alla cooperazione tra il settore pubblico e quello privato. Si osservano nuove forme di governance, che si estendono talvolta oltre i confini formali delle sfere di competenza (nel settore degli agglomerati la Confederazione collabora ad esempio sempre più intensamente con i Cantoni, le Città e i Comuni).
Le Città hanno oggi un’immagine diversa da quella degli anni ‘70. Si parla di «Zwischenstadt» (città intermedia), di «Stadt-Raum» (spazio urbano) o «Stadtland» (paesaggio urbano)5. Ciò dimostra quanto sia intensa la discussione su questo fenomeno. La distinzione tra città e campagna non è più così netta come in passato e anche le
5 DEBARBIEUX, BERNARD, «Le syndrome de Moctezuma ou Réflexions sur l’actualité et la pertinence du couple ville-campagne dans l’analyse territoriale, in Campagne-ville, le pas de deux», PPUR, 2008; SIEVERTS, THOMAS, «Zwischenstadt, zwischen Ort und Welt, Raum und Zeit, Stadt und Land», Wiesbaden, 1999.