Rapporto esplicativo
Consultazione 2007/106: Revisione della legge sulla pianificazione del territorio · 99 pagine
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- il miglioramento generalizzato della qualità della pianificazione del territorio e
degli insediamenti.
La LPT è stata oggetto di due tipi di critiche: quelle rivolte all’esecuzione della legge e quelle concernenti lacune materiali.
Per quanto riguarda l’esecuzione della legge, sono state mosse le seguenti critiche:
- zone edificabili troppo ampie;
- applicazione (troppo) tollerante delle disposizioni sull’attività edilizia al di fuori
delle zone edificabili, per lo meno in alcuni Cantoni;
- inosservanza di prescrizioni legali (per es. art. 5 cpv. 1 LPT, attuato soltanto dai
Cantoni di Neuchâtel e di Basilea Città con l’introduzione di un’imposta sul plusvalore fondiario; nel Cantone di Berna i Comuni hanno il diritto di riscuotere una simile imposta);
- attuazione insufficiente di singole disposizioni (per es. accesso pubblico alle rive
di laghi e fiumi);
- coordinamento lacunoso delle attività d’incidenza territoriale svolte dalla Confe-
derazione;
- attuazione lacunosa della pianificazione del territorio, come rilevato nel rapporto
sulla pianificazione del territorio 19873; di qui l’elaborazione delle Linee guida per l’ordinamento del territorio svizzero del Consiglio federale4 e di programmi di attuazione (approvati negli anni 1989, 1996, 1999 e 2004) con lo scopo di migliorare soprattutto la coerenza dei compiti d’incidenza territoriale svolti dalla Confederazione.
I punti deboli dei piani direttori cantonali si riscontrano sia nell’attuazione sia nella mancanza di precisione delle prescrizioni legali. La critica principale è rivolta al basso livello qualitativo dei piani direttori cantonali, alla lungaggine dell’elaborazione e alla mancanza di flessibilità nel reagire ai cambiamenti. Inoltre, la LPT non è chiara in merito al contenuto minimo dei piani direttori (cfr. art. 8) e all’estensione della vigilanza da parte della Confederazione.
Dei piani (e progetti) settoriali della Confederazione si criticano la qualità, la lentezza degli iter procedurali e il tempo eccessivo impiegato dalla Confederazione nell’adempiere i suoi compiti pianificatori. Il primo piano settoriale, concernente le superfici per l’avvicendamento delle colture, risale al 1992. Le altre pianificazioni federali sono del 1995 (Piano settoriale AlpTransit), 1996 (Concezione degli impianti sportivi d’importanza nazionale), 1997 (Concezione Paesaggio svizzero), 1998 (Piano settoriale Expo 01), 2000 (Piano settoriale dell’infrastruttura aeronautica), 2001 (Piano settoriale Elettrodotti), 2001 (Piano settoriale militare), 2006 (Piano settoriale dei trasporti) e 2008 (Piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi). I problemi riscontrati nei piani settoriali della Confederazione sono riconducibili in primo luogo a una diffici-
3 Consiglio federale, «Rapporto concernente lo stato e l’evoluzione dell’utilizzazione del suolo e dell’abitabilità in Svizzera (Rapporto sulla pianificazione del territorio 1987)», Berna, 1987.
4 Consiglio federale, «Linee guida per l’ordinamento del territorio svizzero», Berna, 1996.