Rapporto sui risultati

Consultazione 2007/47: Modifica dell'ordinanza concernente l'esame dell'impatto sull'ambiente (OEIA) · 81 pagine

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Revisioni OEIA e ODO – Rapporto sui risultati dell’indagine conoscitiva 25 agosto 2008

federale sulla protezione dell’ambiente il 20 dicembre 2006, ovvero quella di

accelerare e snellire le procedure. I termini imposti all’UFAM per la valutazione di progetti sono eccessivi e in molti settori i valori soglia continuano a essere bassi.

Partiti politici PLR e PCS sono generalmente favorevoli alle modifiche tecniche. L’UDC chiede una

maggiore razionalizzazione delle procedure. Gli altri partiti (PES e PSS) non si pronunciano in merito al testo dell’ordinanza nel suo complesso.

Associazioni mantello Tre associazioni mantello approvano il testo, ma esprimono delle riserve.

dell’economia

economiesuisse e Unione svizzera degli imprenditori criticano il fatto che il testo

nazionale

dell’ordinanza nel suo insieme sia troppo poco orientato a una liberalizzazione delle procedure di autorizzazione e non tenga conto della necessità di renderle più essenziali e veloci. Inoltre, l’obbligo di EIA dovrebbe applicarsi solo agli impianti che in una visione territoriale globale causano un notevole aggravio del carico ambientale. Chiedono quindi di adeguare di conseguenza l’articolo 2 capoverso 1 lettera a e gli articoli 8, 9, 13 e 18.

L’Unione svizzera delle arti e dei mestieri reputa inaccettabile l’avamprogetto di revisione, contestando il fatto che l’ordinanza riporti il capitolato d’oneri sebbene la legge non lo menzioni. Esso dovrebbe essere richiesto nel solo caso in cui

l’indagine preliminare non valga come rapporto. Inoltre, essa chiede che

nell’ordinanza, e non nel nuovo manuale EIA, venga indicato quali progetti

possono considerarsi conclusi con l’indagine preliminare.

Altre associazioni Nel gruppo delle altre associazioni economiche e organizzazioni professionali, economiche e sono sostanzialmente favorevoli all’avamprogetto 7 associazioni (Società svizzera organizzazioni degli impresari-costruttori, Associazione delle aziende elettriche svizzere, Gruppo professionali svizzero per le regioni di montagna, Associazione svizzera dei proprietari

immobiliari, Associazione svizzera dell’industria degli inerti e del calcestruzzo, Federazione svizzera degli urbanisti).

Quattro associazioni (TCS, bauenschweiz, Funivie Svizzere, Fédération des Entreprises Romandes) esprimono delle riserve. In linea di massima, le altre associazioni interpellate di questo gruppo non si pronunciano in merito al testo dell’ordinanza.

Il TCS contesta il fatto che l’avamprogetto di revisione sia ridotto al minimo e chiede che gli impianti realizzati in una zona edificabile e conformi alla

zonizzazione vengano assoggettati all’EIA solo in casi eccezionali.

Bauenschweiz è dell’opinione che la legislazione sulla protezione dell’ambiente non debba ostacolare inutilmente o addirittura vanificare un’urbanizzazione più spinta ma ben studiata sotto il profilo della pianificazione territoriale. Non si deve dare priorità all’ottimizzazione di progetti su piccola scala, bensi a un positivo bilancio generale. Progetti conformi a criteri di pianificazione di ordine più generale non devono fallire a causa di una limitata analisi di valori limite della legislazione sulla protezione dell’ambiente. Questo favorirebbe

− un netto innalzamento dei valori soglia che fanno scattare l’obbligo dell’EIA nel caso di progetti conformi entro zone edificabili legalmente valide;

− una visione territoriale globale che nella ponderazione dei vari interessi

comprende anche gli eventuali effetti inquinanti sull’ambiente, e

− una migliore armonizzazione tra pianificazione territoriale e protezione

dell’ambiente, in cui la funzione di controllo spetti in via prioritaria alla

pianificazione del territorio.

Funivie Svizzere obietta che i tempi procedurali sono generalmente troppo lunghi e chiede che l’UFAM e i Cantoni esprimano le loro prese di posizione in parallelo.