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Consultazione 2007/50: Strategia per uno sviluppo sostenibile: Linee guida e piano d'azione 2008-2011 · 43 pagine
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Strategia per uno sviluppo sostenibile: Linee guida e piano d’azione 2008-2011
Versione per la consultazione (giugno 2007)
INDICATORI SVILUPPO TREND VALU- OBIETTIVI QUANTITATIVI NORMATIVI
AUSPICATO TAZIO-
NE DEL TREND
Consumo di energia per la
produzione di beni e servi-
zi
Consumo finale di energia
per i trasporti
Misure
Il Consiglio federale intende raggiungere i traguardi attuando ed applicando gli strumenti e i programmi esistenti (in particolare programma SvizzeraEnergia, rimunerazione per l’immissione di energia da fonti rinnovabili, prescrizioni e informazione, ricerca settoriale). Nel piano d’azione definisce la seguente misura integrativa:
• 2-1 Proseguimento della strategia energetica
Le ultime prospettive mostrano che il consumo di energia continuerà a crescere in particolare sul fronte dell’elettricità, dei carburanti e dei processi industriali. Accanto alla problematica dei cambiamenti climatici occorre quindi chiedersi come soddisfare la domanda crescente con un’offerta sufficiente, sicura e a prezzi sostenibili. In base alla politica promossa dal 1990 con i programmi Energia 2000, SvizzeraEnergia e altri strumenti, occorre portare avanti e sviluppare la strategia energetica per raggiungere l’obiettivo a lungo termine di un approvvigionamento energetico sostenibile e concretizzarla con piano d’azione che promuova l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili. In questo senso svolgeranno un ruolo importante anche gli strumenti di economia di mercato, come ad esempio le tasse sull’energia.
3 - Sviluppo territoriale e trasporti
Sfide e traguardi
Le “Linee guida per l’ordinamento del territorio svizzero”, pubblicate dal Consiglio federale nel 1996, si orientano esplicitamente al principio della sostenibilità. Alla base delle linee guida vi è l’idea di un sistema integrato di regioni urbane e regioni rurali con agglomerati compatti che permettono un consumo contenuto di spazio. Ciò dovrebbe permettere di armonizzare in maniera completa le esigenze nei confronti del territorio dell’economia (presupposti di localizzazione per l’economia, dotazione infrastrutturale, collegamenti ecc.), della società (agglomerati e spazi di svago attrattivi e di qualità) e dell’ecologia (impiego parsimonioso del suolo, paesaggio colturale diversificato, conservazione degli habitat naturali). Come mostrano, però, valutazioni, lo sviluppo territoriale concreto non è ancora in linea con quest’obiettivo e, quindi, non può essere definito sostenibile. I segni più tangibili sono da un lato il consumo di superficie che non accenna a diminuire e che si attesta a circa 1 m2 al secondo, dall’altro la progressiva frammentazione del paesaggio e l’edificazione sparsa.
La mobilità è la colonna portante e il principale fattore d’influsso dello sviluppo territoriale. La mobilità è sostenibile, quando è in grado di soddisfare i bisogni della popolazione e dell’economia e di collegare adeguatamente le varie regioni, con un impatto possibilmente ridotto sull’ambiente e sull’uomo. Negli ultimi decenni l’efficienza ambientale dei trasporti è globalmente migliorata. Sul fronte del consumo energetico e delle emissioni di gas serra, tuttavia, non si registra ancora un’inversione di tendenza nella misura auspicata. Anche la ripartizione modale fra traffico lento, traffico individuale motorizzato e trasporti pubblici non ha praticamente subito variazioni. Nonostante gli ingenti investimenti, la quota di trasporti pubblici nel traffico viaggiatori si situa da anni attorno al 20%, questo perché anche le infrastrutture stradali sono state migliorate e potenziate. Il volume di traffico continua ad aumentare di pari passo con il prodotto interno lordo. Nel traffico merci la progressione è addirittura sovraproporzionale.
Occorre quindi potenziare gli sforzi per un impiego parsimonioso del suolo e tendere sempre più allo sviluppo centripeto degli agglomerati. La superficie insediativa va stabilizzata a 400 m2 pro capite. Oc-