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Consultazione 2007/50: Strategia per uno sviluppo sostenibile: Linee guida e piano d'azione 2008-2011 · 43 pagine
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Strategia per uno sviluppo sostenibile: Linee guida e piano d’azione 2008-2011
Versione per la consultazione (giugno 2007)
la priorità «rafforzamento del traffico lento» mira ad aumentare per mezzo di misure specifiche la quota di traffico lento nella mobilità globale.
• 3-3 Piano di misure «mobilità sostenibile»
Lo scopo del piano è di sviluppare ulteriormente le condizioni quadro per una mobilità orientata allo sviluppo sostenibile. Nel quadro della priorità «trasferimento» si intende sostenere con strumenti di economia di mercato il trasferimento del traffico merci attraverso le Alpi dalla strada alla ferrovia (ad es. borsa dei transiti alpini) e compensare i costi esterni del traffico stradale privato (ad es. road pricing) e dell’aviazione (ad es. computo del cherosene nel totale delle emissioni di CO2). Con la priorità «promozione di veicoli puliti» sono portati avanti gli sforzi volti a promuovere l’acquisto di veicoli più ecologici e a bassa emissione di inquinanti. Il centro di servizi per la mobilità sostenibile mira a sviluppare nuove idee per forme e offerte di mobilità orientate al futuro sostenendo progetti innovativi.
• 3-4 Piano di misure «sicurezza dei trasporti»
Per ridurre il numero di morti e feriti gravi provocati dal traffico stradale, il Consiglio federale adotterà e attuerà un pacchetto di provvedimenti. Sarà data particolare attenzione alle caratteristiche di genere degli utenti e della popolazione che vive lungo gli assi di transito.
4 - Economia, produzione e consumi
Sfide e traguardi
In vista di un’economia basata sul sapere, molto produttiva e a basso consumo di risorse, occorre una trasformazione a lungo termine che rafforzi lo sviluppo socioeconomico e sia in linea con la necessità di ridurre in termini assoluti il consumo di ambiente e di risorse. La produttività dell’intera economia va costantemente migliorata. A ciò deve contribuire un’ampia gamma di politiche settoriali quali l’educazione, la ricerca e l’innovazione (ERI), la politica fiscale e di concorrenza, la politica del mercato del lavoro o ancora la politica delle infrastrutture. A questo proposito va fatto riferimento alla politica di crescita promossa parallelamente e accessoriamente alla strategia per lo sviluppo sostenibile (cfr. capitolo 1.3.3), i cui contenuti non sono ripresi in questa sede per evitare doppioni. E’ invece dato rilievo al riorientamento dei modelli di produzione e di consumo e al disaccoppiamento tra sviluppo economico e consumo di energia e risorse.
La produzione di beni e servizi è sottoposta a una forte pressione concorrenziale e si muove in un contesto globalizzato. I consumi crescono in tutto il mondo e vi è il rischio che tale aumento si ripercuota negativamente sull’ambiente e sulle condizioni di lavoro. La sfida fondamentale in questo settore consiste nel riorientare la produzione e il consumo di prodotti (beni, servizi, edifici) in modo tale che questi ultimi soddisfino elevati criteri economici, ecologici e sociali lungo tutto il loro ciclo di vita (politica integrata dei prodotti, IPP). Se quest’obiettivo sarà raggiunto, si conseguiranno risparmi e si ridurranno i costi esterni, ad esempio nel campo della salute. Occorre quindi creare condizioni quadro che favoriscano la produzione di prodotti più sostenibili e inducano la relativa domanda. Rappresentano importanti strumenti attuativi gli incentivi di mercato per i produttori, l’introduzione di standard e di etichettature ambientali e l'applicazione del principio «chi inquina paga».
Attraverso la domanda di prodotti più ecologici i consumatori possono fornire un importante contributo a questa politica. La Confederazione stessa dà il buon esempio nel settore degli acquisti pubblici, esigendo prodotti e realizzando edifici convenienti, ecologici e rispettosi dei principi della responsabilità sociale. Nel definire e attuare le misure è molto importante che Stato, economia, società e ricerca cooperino su una base partenariale e di coordinamento. Occorre inoltre sottolineare la responsabilità delle imprese, chiamate ad integrare maggiormente nella loro attività i principi di sostenibilità (corporate social responsibility) sviluppando strategie commerciali improntate alla sostenibilità, riorientando la progettazione dei prodotti e dei processi produttivi o adottando standard e norme in materia di responsabilità ambientale e sociale (cfr. linea guida 2.5).