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Consultazione 2007/50: Strategia per uno sviluppo sostenibile: Linee guida e piano d'azione 2008-2011 · 43 pagine

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Strategia per uno sviluppo sostenibile: Linee guida e piano d’azione 2008-2011

Versione per la consultazione (giugno 2007)

CAPACITÀ • Mantenere i redditi e l’occupazione e incrementarli in funzione dei bisogni, ba-ECONOMICA dando ad una distribuzione compatibile con le esigenze sociali e territoriali.

• Almeno conservare e incrementare qualitativamente il capitale produttivo basato sulle risorse sociali e umane.

• Migliorare la competitività e la capacità innovativa dell’economia.

• Nell’economia, lasciar agire in primo luogo i meccanismi di mercato (prezzi) tenendo conto dei fattori determinanti di scarsità e dei costi esterni.

• Una gestione da parte dell’ente pubblico che non avvenga a scapito delle future generazioni (per es. debiti, degrado del patrimonio).

RESPONSABILITÀ • Conservare gli spazi naturali e la varietà delle specie.

ECOLOGICA

• Mantenere il consumo di risorse rinnovabili al di sotto del livello di rigenerazione, o al di sotto delle disponibilità naturali.

• Mantenere il consumo di risorse non rinnovabili al di sotto del potenziale di sviluppo delle risorse rinnovabili.

• Ridurre l’inquinamento dell’ambiente naturale e il carico per l’uomo dovuti a emissioni, rispettivamente sostanze nocive, a un livello innocuo.

• Ridurre gli effetti delle catastrofi ambientali e tollerare i rischi di incidenti soltanto nella misura in cui anche in caso di massimo incidente possibile non si verifichino danni che perdurino oltre una generazione.

SOLIDARIETÀ • Tutelare e promuovere in senso globale la salute e la sicurezza dell’uomo.

SOCIALE

• Garantire la formazione e quindi lo sviluppo nonché la piena espressione e l’identità del singolo.

• Promuovere la cultura nonché la conservazione e lo sviluppo dei valori e delle risorse sociali nel senso di un capitale sociale.

• Garantire a tutti eguali diritti e la certezza del diritto, segnatamente per quanto concerne la parità dei sessi, l’equiparazione dei diritti e la tutela delle minoranze nonché il riconoscimento dei diritti umani.

• Promuovere la solidarietà all’interno e tra le generazioni nonché a livello globale.

Il modello degli stock di capitale rappresenta un ulteriore fondamento per politica svizzera di sostenibilità11. Il modello, sviluppato dalla Banca Mondiale, si basa sull’idea che vi sono tre dimensioni della sostenibilità, ossia tre stock di capitale: ambiente, economia e società. Il «capitale naturale» presente sulla Terra non può quindi essere dilapidato, ma va rinnovato costantemente. La sostenibilità è data se a lungo termine si può vivere degli interessi, senza intaccare il capitale. Il modello è stato migliorato con l’introduzione del concetto di «sostenibilità forte» e «sostenibilità debole» che tiene conto della sostituibilità degli stock. La sostenibilità forte chiede che gli stock di capitale siano mantenuti costanti sul lungo periodo, mentre quella debole pone questa condizione unicamente per il capitale di sostenibilità globale. La sostenibilità debole permette quindi, ad esempio, di ridurre lo stock di capitale ambientale a condizione che tale riduzione sia compensata da un aumento del capitale economico e sociale.

In virtù del tenore delle disposizioni costituzionali in materia di sviluppo sostenibile (in particolare gli articoli 2 e 73 Cost.)12, il Consiglio federale ha adottato una posizione intermedia tra sostenibilità forte

11

Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), Ufficio federale dello sviluppo territoriale ARE: Lo sviluppo sostenibile in Svizzera: basi metodologiche. Berna 2004

Il modello degli stock di capitale adotta un concetto di «capitale» meno esteso del concetto delle tre dimensioni della sostenibilità. Il capitale comprende infatti stock materiali e immateriali quali impianti di produzione, risorse naturali o capitale di fiducia sociale, mentre le tre dimensioni contemplano altri aspetti, quali la questione della ripartizione equa o i principi legati all’assetto politico. Il concetto di capitale può essere definito con relativa facilità nella sua accezione economica ed ecologica. L’accezione sociale, invece, è ancora molto dibattuta nella letteratura scientifica.

12

Ufficio federale dello sviluppo territoriale: Fragen im Zusammenhang mit den Nachhaltigkeitsbestimmungen in der Bundesverfassung – Rechtsgutachten. Berna 2004

Nell’articolo costituzionale che espone lo scopo generale, il concetto di sviluppo sostenibile assume un’accezione ampia e si riallaccia alla definizione di sviluppo sostenibile della commissione Brundtland con particolare enfasi alle tre dimensioni, al soddisfacimento prioritario dei bisogni basilari delle popolazioni svantaggiate e ai limiti di sostenibilità della biosfera. Il principio costituzionale della sostenibilità, sancito dall’articolo 73, obbliga la Confederazione e i Cantoni ad operare a favore di un rapporto durevolmente equilibrato tra la natura, la sua capacità di rinnovamento e la sua utilizzazione da parte dell’uomo. La caratteristica fondamentale di questo equilibrio è l’orientamento alla capacità di innovazione. L’articolo 73 tratta specificatamente la dimensione ecologica e, a differenza dell’articolo 2, spiega perché la sostenibilità è riconosciuta come uno dei tre pilastri della politica ambientale, accanto al principio di prevenzione e di causalità (chi inquina paga).