Rapporto e avamprogetto
Consultazione 2007/92: Seconda fase della riforma delle ferrovie 2 · 111 pagine
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Italia
Rispetto agli altri Paesi membri della CE, in Italia la direttiva 91/440/CE è stata attuata con un certo ritardo. Le Ferrovie dello Stato (FS) sono state trasformate in una società per azioni e le divisioni sono state rese autonome. Il 1° luglio 2001 è diventata operativa la società Rete Ferroviaria Italiana (RFI), che gestisce le infrastrutture per conto delle FS. Le prestazioni di trasporto vengono effettuate da Trenitalia, anch'essa una filiale delle FS. È così stata attuata la separazione tra infrastruttura e trasporti, comunque gestiti all'interno dello stesso gruppo.
Dal 2001 alcune imprese ferroviarie private, talune preesistenti e talaltre di nuova fondazione, trasportano merci facendo capo alle infrastrutture delle Ferrovie dello Stato.
La CE ha inflitto sanzioni nei confronti di singoli Stati membri
Nel maggio 2008 la Commissione europea si è vista costretta a sollecitare quasi tutti gli Stati membri a provvedere alla corretta attuazione del primo pacchetto ferroviario della CE, dopo aver constatato che avevano sì emanato le prescrizioni legali necessarie ma che esistevano ancora le seguenti lacune:
– l'autonomia dei gestori dell'infrastruttura rispetto alle ferrovie risultava
carente a causa della struttura di holding scelta;
– attuazione insufficiente della direttiva 2001/14/CE relativa all'imposizione
di diritti per l'utilizzo dell'infrastruttura, p.es. mancanza di regolamentazioni riferite alle prestazioni e volte ad incrementare la capacità della rete nonché assenza di incentivi per i gestori delle infrastrutture a ridurre le spese e gli indennizzi;
– non era stato creato un servizio di regolamentazione indipendente,
dotato di ampie competenze per risolvere i problemi di concorrenza nel settore ferroviario.
1.4 Obiettivo del progetto
Garantire un sistema ferroviario interessante grazie a una maggiore efficienza
Obiettivo primario della riforma è garantire un sistema ferroviario interessante ed efficiente. Questo obiettivo può essere raggiunto solamente migliorando gradualmente l'efficienza dei trasporti pubblici e ottimizzando il rapporto costibenefici. Lo Stato, che destina notevoli risorse finanziarie al sistema dei trasporti pubblici e in particolare al settore ferroviario, mira a trarre il massimo beneficio dai fondi investiti: l'intento è incrementare l'offerta di trasporti ferroviari a parità di risorse impiegate o assicurare lo stesso volume di traffico versando minori indennità.
I primi passi in questa direzione sono stati compiuti con la Riforma delle ferrovie 1. La prima fase era incentrata sulla garanzia dell'autonomia e la liquidazione dei debiti delle FFS e sull'instaurazione di un sistema di accesso alla rete. Le ulteriori fasi sono dedicate agli aspetti della Riforma delle ferrovie 1 rimasti in sospeso.