Rapporto esplicativo

Consultazione 2007/95: Seconda revisione dell'ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim) · 44 pagine

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di prodotti contenenti catrame e circa il 5 per cento settori d’applicazione diversi non attribuibili.

• Nel settore dei prodotti da costruzione i fornitori interessati dalle nuove limitazioni

proposte sono circa dieci, tra cui un produttore. Nessuno di essi offre nel suo assortimento soltanto prodotti contenenti catrame. La produzione annua coinvolta dal divieto è stimata da 10 a 100t, di cui la maggior parte riguarda le emulsioni di catrame. Il fatturato annuo relativo alle emulsioni varia da 40 000 a 400 000 CHF. Per gli operatori che, senza eccezioni, immettono sul mercato prodotti contenenti cosiddetti leganti neri (ossia bitume e catrame), le limitazioni proposte comportano una contrazione del fatturato. I prodotti sostitutivi per rivestimenti di parcheggi, corsie d’emergenza e fermate di autobus sono basate segnatamente sul cemento (pavimentazioni in calcestruzzo corazzato, rivestimenti in malta fluida polimericamente modificata). La loro applicazione presuppone anche che venga cementato il sottosuolo. Nel frattempo sul mercato si possono però trovare anche materiali bituminosi da miscelare a caldo in combinazione con calcestruzzo cementizio, da applicare su fondi di cemento asfaltico, che per gli impieghi summenzionati offrono una sufficiente resistenza agli oli e ai carburanti.

• Nel settore della lavorazione a caldo dell’asfalto di demolizione, la variante 2

dell’allegato 1.15 riflette le raccomandazioni della direttiva sui rifiuti di cantiere, pubblicata nel 1999, relative allo smaltimento dell’asfalto di demolizione catramoso. Le soluzioni di cui alla variante 2 non generano costi supplementari per le parti che le applicano. La variante 1 intende migliorare la protezione dei lavoratori per quanto riguarda l’esposizione a sostanze cancerogene e gestire meglio i flussi di asfalto di demolizione contenente catrame. La quantità annuale di asfalto di demolizione con tenori di PAH superiori a 250 mg/kg (5000 mg/kg riferiti al legante) è stimata a circa 400 000 t, di cui circa 50 000 t con tenori di PAH in leganti superiori a 20 000 mg/kg sono considerate rifiuti speciali (codice OTRif 17 03 03) e, conformemente alla direttiva sui rifiuti edili e in base alla prassi vigente, non dovrebbero essere riciclate e utilizzate nell’edilizia. Le rimanenti 350 000 t dovrebbero essere riciclate soltanto nel processo a freddo secondo la presente norma proposta nella variante 1. Oltre a ciò, sarà necessario ampliare le capacità per i processi a freddo costruendo 2-3 impianti al massimo. Con un costo per impianto di circa 1 milione di CHF, l’investimento unico totale ammonterebbe da 2 a 3 milioni di CHF. Durante la produzione non sono previsti costi supplementari. Al contrario, la produzione di una tonnellata di materiale bitumato nel processo a freddo è tendenzialmente più vantaggiosa della produzione a caldo, soprattutto perché la produzione a freddo comporta un fabbisogno energetico inferiore. Dato che non sono necessari forni rotanti, gli impianti centrati su di questa tecnica possono essere mobili e quindi impiegabili sul posto, sul cantiere stradale, con un notevole risparmio di costi di trasporto.

• Nel settore delle pitture e delle lacche, le nuove limitazioni proposte interessano,

come già nel settore dei materiali da costruzione, dieci fornitori, tra cui tre produttori. Nessuno di essi include nel suo assortimento soltanto prodotti contenenti catrame. Il volume annuale di produzione soggetto al divieto è stimato, in base a rilevazioni del 1997, a circa 50 t. In un rapporto di approfondimento concernente le attività dell’OSPR nel settore delle pitture anticorrosive contenenti catrame, l’istituto olandese RIZA (Institute for Inland Water Management and Waste Water Treatment) sti-