Rapporto esplicativo

Consultazione 2008/14: Modifica della legge sulla medicina della procreazione (diagnosi preimpianto) · 76 pagine

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per il cosiddetto «social sexing», mentre negli altri casi sta ai singoli centri decidere in presenza di quali indicazioni patologicamente rilevanti offrire una DPI (screening dell’aneuploidia, tipizzazione HLA ecc.). Se un centro rifiuta di eseguire una DPI deve darne motivazione scritta. I centri che offrono la FIV sono soggetti ad autorizzazione e devono soddisfare determinati requisiti in materia di infrastrutture e qualifica di direzione e personale, nonché presentare regolarmente un rapporto d’attività. Al momento, la DPI è offerta in sei centri, di cui quattro con sede in cliniche universitarie, uno in un ospedale distrettuale e uno privato. Un altro centro privato offre controlli per l’aneuploidia, ma nessun esame geneticomolecolare. In conformità alla legge sulla medicina della procreazione, il numero dei centri DPI, che devono comunque essere almeno otto, è stabilito in sede di legge di applicazione.

- Danimarca: la legge sulla medicina della procreazione del 1997 ammette per il momento la DPI nei casi in cui per il bambino sussista un maggior rischio riconosciuto di contrarre una grave malattia ereditaria. La DPI è consentita anche nel quadro di una FIV in caso di sterilità, a condizione che con questo sistema possa essere stabilita o esclusa una grave anomalia cromosomica. Secondo la modifica di legge del 2004, il «National Board of Health» può consentire in singoli casi anche la tipizzazione HLA, se in questo modo è possibile curare un fratello o una sorella affetti da una malattia che ne mette in pericolo la vita. Finora, in Danimarca la DPI viene però impiegata soltanto nel quadro di protocolli di ricerca.

- Francia: in Francia, la DPI è disciplinata negli articoli della legge sulla salute (Code de la santé) a tutela del bambino. Le norme specifiche sono state introdotte nel 1994 nel quadro di due leggi sulla bioetica (Lois relatives à la bioéthique). Una ha modificato il codice civile e l’altra la legge sulla salute. La legge prescrive che non solo i centri in quanto tali devono disporre di un’autorizzazione e soddisfare i requisiti del caso, ma che anche i medici, i biologi e i genetisti devono essere titolari di una licenza personale a procedere. I centri sono inoltre tenuti a presentare una volta l’anno un rapporto alle autorità nazionali competenti.

La legge prescrive che la DPI può essere effettuata soltanto se un medico adempiente i requisiti di legge conferma che molto probabilmente - sulla base della situazione familiare - la coppia metterebbe al mondo un bambino affetto da una malattia genetica molto grave e al momento della diagnosi incurabile. Il legislatore non specifica però le malattie, cosicché i centri sono liberi di interpretare questo concetto. La DPI è inoltre consentita soltanto se in uno dei genitori o (in caso di una malattia gravemente invalidante che si manifesterà più in là nel tempo e che accorcia la speranza di vita) in un ascendente diretto viene diagnosticata precocemente e in modo inequivocabile l’anomalia responsabile della malattia. Questa formulazione consente alle coppie che sanno di avere in famiglia una determinata predisposizione genetica con manifestazione tardiva di far eseguire una DPI senza dovere scoprire se ne sono portatori. Solo in casi eccezionali (dipendenti da un’autorizzazione speciale da parte delle competenti autorità nazionali) e per ora solo in modo sperimentale, la legge consente la DPI con