Rapporto sui risultati

Consultazione 2008/15: Revisione ordinaria della legge sugli agenti terapeutici (2a tappa) · 105 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 64Fedlex · Rapporto sui risultati

Art. 57c (nuovo) Obbligo di dichiarare BE, FR, GE, JU, OW, SH, SO, SZ, VS, TI, PPD, I Verdi / AVeS, PS, UDC, TI Schweiz, SKS, kf, KAV, FMH, Centre Patronal, KGV, FRC, APA, Hausärzte Schweiz, Stadtspital Waid ZH, pharmaSuisse, Apotheken BL, Apotheken BS, Apotheken GR, Apotheken LU, Apotheken SG/A, Apotheken SO, Apotheken SZ, Apotheken TG, Apotheken ZH, Pharmacies FR,

Pharmacies JU e GSASA sono favorevoli per principio ad ancorare nella legge obblighi di dichiarare.

kf saluta la regolamentazione, poiché crea trasparenza e di conseguenza fiducia per i consumatori. PS e SKS osservano che i legami d’interesse con imprese farmaceutiche possono influenzare la prescrizione di medicamenti e chiedono quindi un accesso semplice e chiaro a tali informazioni per i consumatori. Rivendicano inoltre la pubblicazione di tutte le informazioni delle istituzioni e delle singole persone. Per Apotheken ZH e KGV, questa regolamentazione permette di attenuare la grande discrepanza di conoscenze tra i pazienti e i fornitori di prestazioni nel settore degli agenti terapeutici e di conseguenza di smascherare più rapidamente eventuali influssi legati a vantaggi pecuniari. SSO chiede inoltre una limitazione alle attività determinanti in organi di direzione e di sorveglianza.

I Verdi / AVeS, APA, Galenica, KKA e VEDAG dubitano invece dell’utilità, dell’attuabilità e dell’efficienza di questi obblighi di dichiarare. GSASA rimanda in particolare alle difficoltà di attuazione specifiche nelle farmacie degli ospedali. Per SAMW, l’obbligo d’informazione previsto è possibile in un ospedale regionale, ma non in un ospedale universitario. Nel caso delle farmacie, APA auspica l’esistenza di informazioni chiare sul proprietario.

ASSGP, Galenica, GRIP, Interpharma, SDV e SGCI respingono l’obbligo completo di dichiarare e propongono la soppressione dell’articolo 57c senza sostituzione. Per loro, questa regolamentazione è un’ingerenza sproporzionata nella libertà economica, inconciliabile con l’obiettivo di polizia sanitaria della LATer. Rimandano inoltre alle norme di diritto privato e settoriali esistenti, in particolare le direttive dell’ASSM. Galenica critica soprattutto l’apparente rifiuto totale di un’integrazione verticale. La strategia aziendale di Galenica risulta così giuridicamente inammissibile o dubbia, benché solo una crescente interconnessione e integrazione permetta di ridurre i costi e di aumentare l’efficienza. È chiesta anche una correzione in tal senso del rapporto esplicativo. Per Apotheken ZH, Galenica e KGV, un divieto di integrazione verticale è inconciliabile con la libertà economica.

H+, FRC, Pharmacies VS e SAMW attirano l’attenzione sulla difficoltà di fondo dell’attuazione di obblighi di dichiarare del genere nei confronti dei clienti. La pubblicazione su Internet sembra essere la soluzione più semplice e adatta. H+ critica la messa in secondo piano dei fondi eccessivi destinati alla ricerca e delle retribuzioni delle imprese esterne nonché dei redditi da diritti immateriali. Anche le attività come insegnanti o esperti potrebbero provocare conflitti d’interessi. SAMW chiede in particolare la limitazione dell’obbligo di dichiarare alle persone interessate, ad esempio mediante un registro dei legami d’interesse basato sul web. FRC sottolinea l’interazione tra gli attori sul mercato lucrativo dei medicamenti e chiede l’attuazione sistematica mediante controlli e sanzioni in caso di violazioni.

Helsana e Santésuisse chiedono l’obbligo d’informazione anche nei confronti di chi è tenuto a sopportare i costi o degli assicuratori. TI propone di estendere l’obbligo di dichiarare alle persone che raccomandano agenti terapeutici (ad es. attraverso pubblicazioni o corsi di formazione continua).

BS chiede una rielaborazione redazionale completa della disposizione a causa della formulazione non chiara.

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