Rapporto esplicativo
Consultazione 2008/75: Assicurazione-invalidità - 6a revisione dell'AI, primo pacchetto di misure · 107 pagine
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centri diurni, centri d’integrazione). Alla luce dei risultati del progetto pilota, il fabbisogno medio rilevante per il contributo per l’assistenza è stimato a 93 ore e va da una media di 42 ore per una grande invalidità di grado lieve fino a una media di 188 ore per una grande invalidità di grado elevato. Alcuni assicurati con una grande invalidità di grado elevato hanno inoltre bisogno di un servizio notturno.
Quota parte: dato che il contributo per l’assistenza non è una prestazione volta a garantire il fabbisogno vitale, bensì una partecipazione alle spese dovute all’assistenza, alle persone con un reddito sufficiente può essere chiesto di assumersi una parte dei costi. Questa quota dipende dall’ammontare del reddito dell’economia domestica ma può arrivare al massimo al 20 per cento delle prestazioni d’aiuto necessarie. Le persone con un reddito inferiore al limite per il diritto alle PC sono esentate dal pagamento della quota parte (nell’ambito del progetto pilota erano il 45 per cento dei partecipanti). Per evitare che a causa della quota parte le persone con un reddito di poco superiore al limite per il diritto alle PC si ritrovino svantaggiate rispetto ai beneficiari di PC, sarà prevista una franchigia sul reddito. Per i calcoli è stata ipotizzata una quota parte media di due ore al mese, che equivale al 5 per cento delle spese legate al contributo per l’assistenza (2-3 milioni di franchi l’anno).
Attuali prestazioni volte a coprire le prestazioni d’aiuto necessarie: sono considerati tali l’assegno per grandi invalidi dell’AI, i servizi di terzi di cui l’assicurato ha bisogno al posto di un mezzo ausiliario e il contributo alle cure versato dall’assicurazione obbligatoria delle cure medicosanitarie nell’ambito delle cure di base.
In base alle esperienze del progetto pilota «Budget d’assistenza» si prevede che il contributo per l’assistenza potrà essere richiesto mediamente per 43 ore mensili di prestazioni d’aiuto. Dato che il diritto sussiste unicamente per le prestazioni fornite da persone non appartenenti alla cerchia familiare e assunte direttamente dall’assicurato, il contributo per l’assistenza non verrà probabilmente sempre richiesto per l’intero fabbisogno di assistenza, poiché i familiari continueranno anche in futuro a provvedere a una parte delle cure. È inoltre probabile che anche altre persone (vicini o conoscenti) forniranno gratuitamente prestazioni d’aiuto occasionali. Di conseguenza, chi sceglierà il modello di assistenza riceverà in media il 75 per cento delle prestazioni d’aiuto da parte di assistenti e percepirà per le medesime un contributo per l’assistenza.