Rapporto esplicativo
Consultazione 2008/75: Assicurazione-invalidità - 6a revisione dell'AI, primo pacchetto di misure · 107 pagine
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del gruppo di destinatari crescerebbero anche gli sgravi dei Cantoni e dei Comuni nel settore degli istituti, l’assegno per i grandi invalidi residenti in un istituto sarebbe del tutto soppresso.
Contributo per l’assistenza con libera scelta dei fornitori di prestazioni: l’inclusione della possibilità d’indennizzare anche i familiari moltiplicherebbe il numero dei beneficiari, poiché i molti disabili attualmente assistiti dai familiari richiederebbero un contributo per le prestazioni da essi fornite. Tutti gli aiuti prestati sarebbero dunque fatturati e dovrebbero essere indennizzati, inclusi quelli attualmente forniti
– senza remunerazione – dai familiari. Inoltre non sarebbe sicuro che l’assistenza offerta ai disabili migliorerebbe.
Il coinvolgimento di organizzazioni è in contraddizione con lo scopo del contributo per l’assistenza, che intende offrire alternative alle offerte attuali (istituzionali o interne alla famiglia) e promuovere la responsabilità individuale dei disabili. Con questo modello, distinguere il nuovo sistema dall’attuale sarebbe difficile e i sussidi dovrebbero essere adeguati di conseguenza. La possibilità di coprire il bisogno di prestazioni d’assistenza offerte da organizzazioni è già prevista nel quadro del rimborso delle spese di malattia e invalidità tramite le PC. Il contributo per l’assistenza in consultazione intende invece incentivare lo sfruttamento di una risorsa finora trascurata, cioè l’assunzione diretta di privati. Per altro, il modello scartato provocherebbe un aumento della pressione per l’aumento delle tariffe, poiché 30 franchi sarebbero largamente insufficienti per il finanziamento dei costi overhead delle organizzazioni.
Inoltre, il modello di assistenza proposto consente di indennizzare organizzazioni o familiari nel quadro dell’assegno per grandi invalidi (per un massimo di 1'824 franchi mensili). Con la libera scelta dei fornitori di prestazioni i costi a carico dell’AI aumenterebbero di 80-100 milioni l’anno, estendendo il gruppo di destinatari a tutti i beneficiari di un assegno per grandi invalidi addirittura di 140-170 milioni.
Contributo per l’assistenza con prestazioni fortemente ridotte: una riduzione generale e massiccia delle prestazioni pro capite ridurrebbe certamente le uscite, ma azzererebbe gli sgravi nel settore degli istituti, il che farebbe aumentare i costi complessivi. Questo perché contributi troppo esigui non permetterebbero di acquistare prestazioni d’assistenza sufficienti per evitare il ricovero in un istituto. Nel contesto del progetto pilota sono state proprio le persone più bisognose di costante assistenza a lasciare in maggior numero l’istituto in cui soggiornavano.
Contributo per l’assistenza subordinato ad un fabbisogno minimo: limitando il diritto al contributo per l’assistenza alle persone con un bisogno d’assistenza medio o elevato, il modello potrebbe concentrarsi sui casi oggi finanziariamente più esposti. Il calo delle uscite sarebbe tuttavia modesto, dato che le persone che necessitano di poca assistenza percepiscono anche prestazioni di scarsa entità. Inoltre, i risparmi diminuirebbero drasticamente, dal momento che – come emerso dal progetto pilota – è proprio evitando il ricovero di persone con poco bisogno d’assistenza che si realizzano i maggiori risparmi.