Rapporto esplicativo

Consultazione 2008/98: Rapporto e avamprogetto di revisione della legge federale del 6 ottobre 2000 sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle comunicazioni (LSCPT) · 47 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 10Fedlex · Rapporto esplicativo

tratta dell'indennità di cui all'articolo 16 capoverso 1 secondo periodo LSCPT, corrisposta ai soggetti LSCPT, in particolare ai fornitori dei servizi di telecomunicazione, a copertura delle spese sostenute per la sorveglianza (art. 30 cpv. 1 AP). Il presente avamprogetto tiene già conto di tale soppressione. Va inoltre precisato che anche altre considerazioni di ordine giuridico fanno propendere per un'eliminazione. I dati che devono essere forniti dai soggetti LSCPT nell'ambito della sorveglianza sottostanno, infatti, come quelli che devono essere forniti dalle banche, all'obbligo di edizione (Editionspflicht), che non prevede il versamento di un'indennità. Il versamento di un'indennità è contrario al sistema del diritto penale. Non sembra opportuno accordare ai soggetti LSCPT un'indennità per la sorveglianza, dal momento che è nel loro interesse evitare reati commessi per loro tramite.

Rimane per contro immutato l'emolumento corrisposto al Servizio dall'autorità che ha ordinato la sorveglianza (autorità ordinante).

Per ulteriori dettagli si rimanda all'articolo 30 AP e al numero 3.1 del presente rapporto esplicativo.

1.4.7 Disposizioni penali

Nella nuova LSCPT sono state introdotte alcune disposizioni penali (art. 31 AP) per sanzionare in modo efficace i soggetti LSCPT che non rispettano gli obblighi loro imposti, adottando una condotta atta a ostacolare la sorveglianza impartita. A tale proposito è opportuno precisare che fondamentalmente queste sanzioni non sono indirizzate ai principali fornitori di servizi di telecomunicazione attivi sul mercato svizzero, che in genere sono consapevoli dei loro obblighi.

In realtà si tratta soprattutto di prevedere una sanzione per l'inosservanza degli ordini del Servizio (art. 31 cpv. 1 lett. a AP), analoga a quella prevista dall'articolo 292 del Codice penale (CP)9, che in questo caso non avrebbe un sufficiente potere deterrente, soprattutto se si considera il risparmio che un soggetto LSCPT potrebbe realizzare se non eseguisse un ordine di sorveglianza del Servizio basato su un corrispondente ordine dell'autorità competente, in pratica del pubblico ministero. Sebbene questo meccanismo abbia ovviamente anche lo scopo secondario di incentivare i soggetti LSCPT a eseguire gli ordini del Servizio nel più breve tempo possibile, non impedisce loro di contestarli in conformità con le disposizioni della procedura federale. Ciononostante va ricordato che tali soggetti non possono opporsi a una decisione del Servizio di procedere a una sorveglianza contestando la legalità dell'ordine di sorveglianza su cui si fonda detta decisione (cfr. n. 1.4.9). Le regole per la verifica della validità dell'ordine del Servizio da parte del giudice penale incaricato del perseguimento per violazione dell'articolo 31 capoverso 1 lettera a AP sono le stesse di quelle sviluppate dalla dottrina10 e dalla giurisprudenza in caso di violazione dell'articolo 292 CP11.

Basandosi in particolare sulla mozione 06.3170 di Rolf Schweiger, parzialmente adottata dal Parlamento, si è infine deciso – sempre al fine di permettere un'esecuzione efficace della sorveglianza – di prevedere una disposizione penale (art. 31 cpv. 1 lett. b AP) che sanzioni la violazione dell'obbligo di conservare i cosiddetti dati secondari nell'ambito del traffico delle telecomunicazioni (art. 23 AP). Oltre al

9 RS 311.0

10 Bernard Corboz, Les infractions en droit suisse, vol. II, 2002, n. 11-16 ad art. 292 CP.

11 RS 311.0