Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/101: Modifica della legge federale sui cartelli e altre limitazioni alla concorrenza · 58 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 33Fedlex · Rapporto esplicativo
Progetto in consultazione LCart
della legge, avendo addossato al livello di mercato inferiore (ossia ai consumatori) il prezzo pagato in eccesso. I consumatori, lesi in ultima istanza da tale trasferimento del sovrapprezzo, non possono rivendicare i loro diritti a causa della suddetta mancanza di una legittimazione attiva sancita dalla legge. Il fatto di estendere in modo appropriato la legittimazione attiva a tutti coloro che sono minacciati o lesi nei loro interessi economici da una limitazione illecita della concorrenza conferirà il diritto di azione anche ai consumatori danneggiati finanziariamente, colmando la suddetta lacuna in materia di responsabilità.
Se le organizzazioni dei consumatori intendono proporre azione dovranno dapprima farsi cedere i diritti dai consumatori.
Dato che ora non si riprende più il termine di «ostacolo alla concorrenza», è necessaria una modifica redazionale dell’articolo 12 nonché una riformulazione delle disposizioni dell’articolo 12 capoverso 1 lettera a. Per lo stesso motivo viene soppressa l’attuale disposizione del capoverso 2 secondo cui vengono considerati ostacoli alla concorrenza in particolare «il rifiuto di relazioni commerciali e le misure discriminanti».
Nell’ambito della riformulazione dell’articolo 12 viene inserito, al capoverso 1 lettera b, il diritto alla constatazione dell’illiceità di una limitazione della concorrenza, sul modello dell’articolo 9 capoverso 1 lettera c LCSI e dell’articolo 28a capoverso 1 numero 3 CC e con riferimento alla LCart del 1985.
Per contro, viene soppresso senza sostituzione l’attuale capoverso 3, secondo cui «le azioni di cui al capoverso 1 competono anche alla persona che per causa di una limitazione lecita della concorrenza subisce un impedimento più grave di quello che esige l’attuazione della limitazione medesima». Nell’ottica odierna, questa disposizione – che risale ancora alla LCart del 1985 – è addirittura contraria al sistema, in quanto legittima una responsabilità civile per una pratica lecita in termini di diritto dei cartelli. Gli impedimenti più gravi di quello che esige l’attuazione della limitazione medesima sono violazioni della legge sui cartelli e, in quanto tali, dovrebbero sottostare alle disposizioni generali previste dal diritto dei cartelli. Non è necessaria alcuna regolamentazione speciale nel diritto civile.
Anche dopo l’introduzione della legittimazione attiva per clienti finali, il rischio di dover sopportare i costi di un processo rappresenta un ostacolo considerevole per i potenziali ricorrenti. Secondo i principi generali della procedura civile, la parte soccombente deve sostenere i costi della controversia legale, vale a dire i costi della procedura – che dipendono dal valore litigioso – nonché i costi della controparte. In via di principio, la regola generale dei costi può andare sia a vantaggio che a svantaggio di entrambe le parti. In realtà, tuttavia, il rischio maggiore lo deve sopportare chi fa valere una violazione della legge sui cartelli, in quanto deve far fronte alle difficoltà di prova analizzate nella perizia Heinemann. Il rischio dei costi può dissuadere da azioni legali anche in casi motivati. Quale alternativa sarebbe ipotizzabile che in determinati casi una parte non debba assumersi (completamente) i costi della controparte. Il giudice potrebbe ripartire i costi a sua discrezione (nella misura in cui non debbano essere sopportati dalla parte convenuta) tra la parte attrice e gli autori (effettivi o presunti) di una limitazione della concorrenza nel caso in cui la parte attrice abbia avuto – alla luce dei dati di fatto e della situazione giuridica –