Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/115: Assicurazione-invalidità - 6a revisione dell'AI, secondo pacchetto di misure (revisione 6b) · 133 pagine
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Il grafico evidenzia la necessità di apportare i seguenti miglioramenti al sistema:
- Il lavoro deve convenire: il 62 per cento dei beneficiari di rendita presenta un grado d'invalidità inferiore al 100 per cento e dispone quindi di una capacità lavorativa residua. Molte di queste persone vorrebbero lavorare, per lo meno a tasso ridotto. Se iniziano a lavorare o aumentano il proprio tasso d'attività, il grado d'invalidità si riduce e la rendita rischia di diminuire (ad esempio tre quarti di rendita anziché rendita intera). Nel sistema vigente, tale riduzione è spesso maggiore rispetto al guadagno supplementare, in ragione degli importanti scarti esistenti tra le frazioni di rendita. Ne consegue che il reddito complessivo diminuisce malgrado un reddito lavorativo più elevato (effetto soglia). Questo fenomeno interessa soprattutto gli assicurati che hanno già un posto di lavoro e che potrebbero aumentare il proprio tasso d'attività. Sono molti gli assicurati che chiedono agli uffici AI quanto possono guadagnare senza che la rendita venga ridotta. Questo significa che il sistema attuale pregiudica proprio ciò che l'assicurazione invalidità si attende dai beneficiari di rendita, ossia l'integrazione nel mondo del lavoro. D'altra parte anche un peggioramento dello stato di salute può o non avere alcun impatto oppure ripercuotersi notevolmente sull'importo della rendita, a seconda di quanto manca alla frazione di rendita successiva.
- Discrepanza tra il grado d'invalidità e la quota di rendita: attualmente la progressione delle rendite avviene all'interno di una fascia di gradi d'invalidità molto ristretta: un grado d'invalidità del 39 per cento non dà diritto a una rendita, mentre a partire da un grado d'invalidità del 70 per cento si percepisce una rendita intera. All'interno di questa fascia di soli 31 gradi, il diritto alla rendita va dallo 0 al 100 per cento di una rendita intera. Le differenze di grado d'invalidità si ripercuotono quindi in modo sproporzionato sull'importo della rendita. A titolo di esempio, un assicurato con un grado d'invalidità del 61 per cento riceve una rendita tre volte superiore a una persona con un grado d'invalidità del 49 per cento, benché la differenza tra i due gradi d'invalidità sia di soli 12 punti percentuali. In altre parole, chi riesce ad aumentare il proprio reddito integrandosi meglio nel mondo del lavoro e a ridurre il proprio grado d'invalidità dal 61 al 49 per cento vede abbassarsi la rendita AI di due terzi.
- Rendita intera nonostante una capacità al guadagno residua: il 71 per cento dei beneficiari percepisce una rendita intera. La metà di questi assicurati sono invalidi al 100 per cento, mentre gli altri dispongono di una capacità al guadagno residua. I beneficiari di una rendita intera possono conseguire fino al 30 per cento del reddito guadagnato in precedenza senza perdere il diritto alla rendita completa. Ciò significa che possono avere un reddito complessivo maggiore (rendita più reddito lavorativo) e che, quindi, godono spesso di una situazione finanziaria migliore rispetto agli altri beneficiari di rendita.
La questione fondamentale è sapere quali siano le ripercussioni di una ripresa o di un aumento dell'attività lucrativa sul reddito disponibile, al netto delle imposte e delle prestazioni di trasferimento, nel sistema delle rendite AI. La seguente simulazione dell'evoluzione del reddito, basata sui parametri applicati nella città di Lucerna, conferma gli effetti sopra descritti. A causa delle frazioni di rendita applicate