Rapporto esplicativo

Consultazione 2009/119: Programma di consolidamento 2011-2013 (PCon 11/13) e rapporto sul piano die attuazione della verifica dei compiti · 176 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 14Fedlex · Rapporto esplicativo

correzione della stima è in parte motivata dalle maggiori ripercussioni finanziarie della riforma dell’imposta sul valore aggiunto. Secondo lo stato di adozione dell’ordinanza concernente l’imposta sul valore aggiunto da parte del Consiglio federale tali ripercussioni possono essere calcolate in 300 milioni e superano quindi chiaramente di 190 milioni le stime primitive di ammanco. Nel 2009 le entrate dell’imposta sul valore aggiunto hanno inoltre subito un calo maggiore di quello previsto come base di pianificazione dal vecchio piano finanziario. Pertanto, nonostante i forti tassi di crescita, non sono stati raggiunti i vecchi valori del piano finanziario. Questo effetto di base spiega la correzione residua di stima;

− diversamente dalle ipotesi assunte in precedenza, in considerazione dell’evoluzione oltremodo stabile nel corso degli ultimi anni della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni, negli anni del piano finanziario non se ne presume più un calo. D’ora in poi si ipotizza invece una stabilizzazione sul livello attuale (circa 1,5 mia.)2. Le stime ne risultano di volta in volta superiori di 200 milioni. Dato che queste entrate sono a destinazione vincolata e determinano un aumento delle uscite di uguale importo, questa correzione di stima non provoca comunque una riduzione corrispondente del fabbisogno di correzione.

In complesso le entrate ordinarie superano di un importo compreso tra 2,2 e 2,7 miliardi quelle secondo il vecchio piano finanziario. Con l’1,9 per cento anche la crescita media delle entrate sull’arco degli anni 2009–2013 supera chiaramente quella prevista dal piano finanziario (1,4 %), ma rimane inferiore alla crescita media nominale del PIL, pari al 2,8 per cento. Questa circostanza è riconducibile alle diverse riforme fiscali e agli ammanchi di entrate che sono loro vincolati (riforma dell’IVA, misure immediate, imposizione dei coniugi, riforma dell’imposizione della famiglia, compensazione delle ripercussioni della progressione a freddo).

Il miglioramento delle entrate non si ripercuote però integralmente in un minore fabbisogno di correzione ai sensi del freno all’indebitamento. Ne è motivo il fattore congiunturale con il quale si moltiplicano le entrate per determinare le uscite massime ammesse3. Per questo tramite si garantisce che le minori uscite (minori entrate) provenienti da un sovrasaturazione (sottosaturazione) temporanea dell’economia non abbiano alcun influsso sul comportamento in materia di uscite

2 La sentenza del Tribunale amministrativo federale (TAF) dell’autunno 2009 che stabilisce la riduzione delle tariffe di TTPCP al livello del 2005 è considerata in queste stime.

3 Il fattore congiunturale è un indice: esso esprime sotto forma di quoziente la deviazione del prodotto interno lordo reale effettivo rispetto alla tendenza reale del prodotto interno lordo. La tendenza di prodotto interno lordo costituisce il parametro della normale saturazione dell’economia. I fattori congiunturali calcolati in tal modo sono un indicatore del grado di saturazione dell’economia. In caso di saturazione normale dell’economia il fattore congiunturale è uguale a 1, in caso di sottosaturazione è superiore a 1 e in caso di sovrasaturazione è inferiore a 1.