Rapporto verifica dei compiti della Confederazione
Consultazione 2009/119: Programma di consolidamento 2011-2013 (PCon 11/13) e rapporto sul piano die attuazione della verifica dei compiti · 54 pagine
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Nell’ambito del compito assicurazione malattie, che incide per un buon 10 per cento sul totale delle uscite della previdenza sociale, la Confederazione versa contributi nella misura del 7,5 per cento delle spese lorde della salute (premi dovuti + partecipazione alle spese) alla riduzione individuale dei premi da parte dei Cantoni. In tal modo la Confederazione partecipa alla compensazione sociale del vigente sistema di premi «pro capite».
Il 10 per cento circa delle uscite concerne anche i tre rimanenti compiti della previdenza sociale. Le prestazioni complementari garantiscono in particolare la copertura del fabbisogno esistenziale laddove le prestazioni dell’AVS e dell’AI non lo permettono. I costi delle prestazioni complementari per il sostentamento minimo sono assunti in ragione di 5/8 dalla Confederazione e di 3/8 dai Cantoni. Le prestazioni supplementari destinate alla copertura delle spese per il soggiorno in un istituto e delle spese dovute a malattia e invalidità sono invece completamente a carico dei Cantoni. L’assicurazione militare offre copertura e protezione per le affezioni fisiche e per le loro conseguenze pecuniarie agli assicurati definiti nella legge sull’assicurazione militare (LAM). Per quanto riguarda l’aiuto sociale e l’assistenza, le prestazioni della Confederazione comprendono in particolare la promozione della custodia di bambini complementare alla famiglia, l’aiuto agli svizzeri all’estero, l’aiuto alle vittime e la prevenzione del razzismo.
Contesto politico delle riforme
Sotto il profilo della politica finanziaria i compiti della previdenza sociale hanno in comune il fatto di essere saldamente ancorati nella legge e il fatto che l’evoluzione delle loro uscite sottostà ad automatismi che il Consiglio federale ed il Parlamento non possono praticamente influenzare a breve e medio termine. Inoltre, per la pianificazione e l’attuazione delle riforme bisogna definire speciali esigenze tenendo conto del grado di complessità delle assicurazioni sociali e della sensibilità sociale che si accompagna alle riforme socio-politiche. Quello che conta in particolare è pianificare ponderatamente e su un lungo periodo le modifiche legislative ai fini della formazione della volontà politica, dell’implementazione e del dispiegamento degli effetti. Questo vale in primo luogo per l’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti,
l’assicurazione per l’invalidità e l’assicurazione malattie, che negli anni a venire dovranno soddisfare esigenze particolarmente elevate dal punto di vista della politica finanziaria.
Il mutamento demografico è una delle sfide più importanti nell’ambito dell’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti. Il cambiamento della struttura dell’età della popolazione si accentuerà ulteriormente con l’imminente pensionamento delle persone appartenenti ad annate con un alto tasso di natalità e si registrerà gradualmente un numero più elevato di pensionati in rapporto alle persone in età lavorativa. Se ci si basa sull’attuale scenario demografico, il suddetto numero salirà rapidamente sull’arco di un lungo periodo per poi attestarsi al livello raggiunto solo dopo il 2035. Secondo lo stesso scenario, una stabilizzazione si avrà solo molto più tardi. Stando ai calcoli dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali6, se si mantiene la legislazione attuale, l’AVS entrerà già nel 2011 in una fase sempre più negativa dei risultati di ripartizione (differenza tra entrate e uscite prima dei redditi generati dallo stock del capitale del fondo di compensazione dell’AVS). Considerando i redditi del capitale e secondo le proiezioni odierne, l’AVS registrerà dal 2015 i primi deficit, che cresceranno in modo marcato negli anni successivi.
6 Cfr. scenario di riferimento del 12.6.2009 dell'UFAS relativo alla situazione finanziaria dell’AVS (nel sistema attuale).