Rapporto sui risultati
Consultazione 2009/122: Revisione totale della legge sull'alcool: avamprogetto di legge sull'imposizione delle bevande spiritose e di legge sull'alcol · 98 pagine
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nuto da I Verdi (P5) – riconosce nell’avamprogetto alcuni miglioramenti rispetto alla situazione attuale, ma li reputa ancora insufficienti nella lotta contro il consumo eccessivo di bevande alcoliche.
SPIRITSUISSE (ANC7) approva gli obiettivi perseguiti con la nuova legge sull’alcol, ma afferma che le misure adottate non permetterebbero di raggiungere tali obiettivi e offrirebbero soltanto soluzioni fittizie. Ritiene invece positiva la presa in considerazione dei processi economici. Insieme a hotelleriesuisse (ANC19) si adopera a favore di una chiara delimitazione rispetto alla legge sulla prevenzione ed esige che le limitazioni del commercio e della pubblicità applicabili alle bevande alcoliche siano ancorate esclusivamente nella legge sull’alcol.
Per la CFAL (CIC1) la liberalizzazione rischia di creare nuovi problemi nel settore dell’alcol, ragion per cui sarebbero necessarie una legge orientata al futuro e misure a tutela della salute pubblica.
Per la maggior parte dei rappresentanti del settore della gastronomia, invece, non si spiegherebbe il fatto che parallelamente alle misure di liberalizzazione previste nella legge sull’alcol occorra una regolamentazione più stringente del commercio e della pubblicità.
Il PPD (P1) è del parere che la legge proposta punisca non i veri «peccatori» ma l’intera popolazione. Dello stesso avviso sono l’AWMP (ANE3) e l’USI (ANE6), che respingono categoricamente l’adozione di misure generiche che toccano l’intera popolazione per risolvere problemi specifici. La IG Klein- und Mittelbrauereien (AO14) non vede nel consumo di vino e birra un pericolo per la salute pubblica.
Per il Centre Patronal (AO3) la nuova legge sull’alcol interviene in misura sproporzionata nel settore del commercio e in quello delle arti e dei mestieri.
La IG Freiheit (AO8) si oppone a ogni altra forma di intervento nel mercato e nella libertà economica; ritiene inoltre che vi saranno ulteriori oneri amministrativi per le imprese.
L’organizzazione dirittifondamentali.ch (AO6) è contraria all’applicazione di limitazioni eccessive per gli esercizi pubblici e alla comminazione di multe sproporzionate. Per la IG Klein- und Mittelbrauereien (AO14) la legge comporterebbe un ulteriore svantaggio per le piccole birrerie nazionali, il che sarebbe inaccettabile.
Economiesuisse (ANE2) chiede che nella legislazione si tenga conto della diminuzione del consumo di alcol – cui andrebbe prestata particolare attenzione – tanto più che nello stesso periodo sarebbe aumentata sensibilmente la disponibilità e sarebbero scesi i prezzi. Questo parere è condiviso dal Cantone di Svitto (C10), da AWMP (ANE3), USAM (ANE4) e USI (A-NE6). Dello stesso avviso è Brenzer Kirsch (ANE10). Anche l’ASCO (ANC2), Gilde (ANC3), Commercio Svizzera (ANC6), ASF (ANC10), ASDB (ANC14), SBV (ANC15), hotelleriesuisse (ANC19), ASMPP (ANC27), rappresentanti cantonali dell’agricoltura (LBV, BOV, BVBB,
BVSZ, ZBB, ZBV, AZO) e rappresentanti cantonali del settore della gastronomia e di quello vinicolo (FSV, SVSW, IVN, GOV) criticano il fatto che non sia stata presa in considerazione la diminuzione del consumo di alcol negli ultimi anni. Le associazioni ASDB (ANC14) e SBV (ANC15) giudicano pertanto obsoleto l’avamprogetto di legge.
Secondo economiesuisse (ANE2) con una legge limitata agli aspetti della salute pubblica si corre il rischio di una sovraregolamentazione. Per Commercio Svizzera (ANC6) la nuova legge sull’alcol condurrebbe a una sovraregolamentazione, ragion per cui si oppone alla sua revisione totale.
Il PLR (P3) ritiene che gli interventi proposti nel mercato dell’alcol non siano né sostenibili né adeguati per limitare il consumo eccessivo di alcol e i relativi costi economici e sociali. La richiesta avanzata a livello nazionale di varare leggi a sostegno della lotta contro gli eccessi di singoli individui si tradurrebbe in un incremento sproporzionato della burocrazia.