Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/26: Revisione totale della legge federale del 6 ottobre 1989 per la promozione delle attività giovanili extrascolastiche (legge sulle attività giovanili, LAG) · 42 pagine
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Rapporto esplicativo concernente la revisione totale della legge sulle attività giovanili
Carenza di strumenti per la collaborazione con Cantoni e Comuni
La LAG non si esprime sul rapporto tra Confederazione, Cantoni e Comuni nel campo delle attività extrascolastiche per fanciulli e giovani in particolare e della politica dell’infanzia e della gioventù in generale. Ai sensi della LAG, Cantoni e Comuni non sono considerati istituzioni responsabili: alla Confederazione mancano quindi gli strumenti necessari per poter collaborare con Cantoni e Comuni alla promozione di fanciulli e giovani. Data l’impostazione tutt’altro che unitaria della politica dell’infanzia e della gioventù a livello cantonale e comunale, è oggettivamente giustificato introdurre nel quadro del vigente ordinamento costituzionale delle competenze basi legali che consentano alla Confederazione di incentivare la promozione dello sviluppo della politica dell’infanzia e della gioventù e lo scambio di informazioni e di esperienze tra attori pubblici e privati.
1.1.6 La promozione dei fanciulli e dei giovani in ambito internazionale
1.1.6.1 Attività del Consiglio d’Europa, dell’UE e dell’ONU
Il Consiglio d’Europa quale importante attore nel campo della politica dell’infanzia e della gio-
ventù
Attivo nel settore dal 1972, Consiglio d’Europa vanta un elenco notevole di contributi e successi nello sviluppo di una politica europea della gioventù ed offre sostegno ai propri Paesi membri, in forma di policy review, nello sviluppo di politiche nazionali per i giovani. Il Consiglio d’Europa offre molte opportunità di formazione, perfezionamento e scambio ai responsabili delle attività giovanili volontari, ai professionisti del settore e ai collaboratori delle pubbliche amministrazioni di ogni livello e gestisce a tale scopo due Centri europei della gioventù, a Strasburgo e a Budapest. Con la Fondazione europea per la gioventù, esso dispone di uno strumento per il sostegno finanziario delle organizzazioni giovanili europee e di progetti per i giovani. L’obiettivo di fondo è quello di contribuire ad elevare lo standard delle attività e della politica per la gioventù in Europa. Ad esempio, il Consiglio d’Europa ha elaborato un portafoglio per i responsabili delle attività giovanili e i professionisti del settore e sostiene la collaborazione nel campo della ricerca sui giovani. Il Consiglio d’Europa promuove una politica dell’infanzia e della gioventù che pone in primo piano la partecipazione dei giovani ed utilizza esso stesso per i propri processi decisionali il cosiddetto modello del co-management: in un comitato congiunto (joint council) siedono sia rappresentanti dei giovani che rappresentanti dei Paesi membri e decidono insieme le attività annuali e i temi fondamentali per il Consiglio d’Europa nell’ambito della gioventù. La Svizzera si avvale regolarmente di quanto offre il Consiglio d’Europa, partecipa, a livello di rappresentanti di Governo, alle riunioni del Comité directeur européen pour la jeunesse (CDEJ), che si tengono due volte l’anno, e nel 2006 e nel 2007 ha partecipato alla campagna del Consiglio d’Europa "tutti diversi – tutti uguali". Il Consiglio d’Europa ha confermato le proprie attività nell’ambito della politica per la gioventù in occasione dell’ottava Conferenza dei Ministri per le politiche giovanili, il 10-11 ottobre 2008 a Kiev. I Ministri responsabili per le politiche giovanili dei 49 Paesi che hanno partecipato alla conferenza sottolineano nella dichiarazione finale l’importanza centrale della politica della gioventù come contributo all’integrazione sociale dei giovani e il ruolo del Consiglio d’Europa nella promozione delle attività giovanili e della politiche della gioventù.
La collaborazione in materia di politica della gioventù nel quadro dell’Unione europea
La cooperazione in materia di politica della gioventù tra gli Stati membri dell’UE si è intensificata con la pubblicazione, nel 2001, del libro bianco "Un nuovo slancio per la gioventù europea", a sostegno del processo di unificazione europea e per far fronte ai rivolgimenti economici e sociali con una forte politica comune per i giovani e dei giovani. Da allora, nel settore della gioventù si applica il metodo aperto di coordinamento (MAC) con le quattro priorità della partecipazione, dell’informazione, del volontariato e del miglioramento della conoscenza delle questioni riguardanti i giovani. Al contempo, l’UE promuove l’integrazione sociale ed occupazionale dei giovani attraverso il cosiddetto Patto europeo per la gioventù, nel quadro della strategia di Lisbona, ed ha recentemente deciso una maggiore inclusione delle questioni giovanili in altri campi della politica. In una comunicazione dell’aprile del 200922, la Commissione europea propone un quadro nuovo e più incisivo per la cooperazione in materia di poli-
22 Una strategia dell’Unione europea per investire nei giovani e conferire loro maggiori responsabilità. Un metodo aperto di coordinamento rinnovato per affrontare le sfide e le prospettive della gioventù. COM(2009) 200.