Rapporto esplicativo

Consultazione 2009/53: Trasposizione e ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani. Avamprogetto di legge federale sulla protezione extraprocedurale dei testimoni (Legge sulla protezione dei testimoni, LPTes) · 88 pagine

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rivelano necessarie a causa della partecipazione al programma di protezione dei testimoni.

Art. 3 Campo d’applicazione

La legge si applica alle persone che, a causa della loro deposizione o della loro disponibilità a deporre in un procedimento penale federale o cantonale, sono o possono essere esposte a una grave minaccia per la vita e l’integrità fisica oppure a un altro grave pregiudizio e senza le cui indicazioni sarebbe molto più difficoltoso far luce su reati gravi (cpv. 1).

Sono contemplate dall’avamprogetto le persone minacciate che, nel quadro di procedure investigative relative a casi di criminalità grave, in particolare di criminalità organizzata e di criminalità violenta di stampo terroristico, dispongono di informazioni decisive per l’esito del procedimento (sulla gravità del reato come condizione cfr. l’art. 6). Si tratta di persone per le quali si deve evitare, nell’interesse del perseguimento penale, che si rifiutino di deporre (avvalendosi del diritto al rifiuto di testimoniare o p. es. in quanto persone informate sui fatti, se non sono tenute a testimoniare). A fronte del pericolo che ne risulta, lo Stato deve adottare le misure di protezione necessarie e adeguate.

Come nell’ambito della protezione procedurale dei testimoni138, il termine «testimone» non va inteso in senso procedurale stretto ma si estende a tutte le persone che possono fornire informazioni sui fatti o che contribuiscono alla deposizione durante il procedimento e possono quindi influire sul suo andamento139. Possono essere vittime di atti di intimidazione e ritorsione i testimoni casuali e i testimoni danneggiati, come pure i testimoni che hanno partecipato al reato, che formalmente sono sentiti come persone informate sui fatti140. Anche i cosiddetti testimoni professionali quali gli agenti di polizia e gli agenti mascherati che nell’esecuzione del loro lavoro hanno osservato fatti importanti per il procedimento, corrono un rischio più elevato di diventare vittime di ritorsioni. Questo vale anche per le persone coinvolte nel procedimento penale a causa della loro professione e la cui collaborazione può influire sullo sviluppo del procedimento (periti, traduttori). Il mandato istituzionale di protezione da parte dello Stato per prevenire minacce, deve quindi necessariamente comprendere anche queste categorie di persone. Il campo di applicazione non comprende invece, come nel caso della protezione procedurale dei testimoni, né avvocati né giudici.

Oltre alla persona da proteggere ai sensi del capoverso 1, conformemente al capoverso 2 rientrano nel campo di applicazione della legge anche i familiari o le persone prossime alla persona da proteggere. La ragione dell’estensione a questi individui risiede nel fatto che un testimone o un accusato, disposto a testimoniare mettendo in secondo piano la minaccia per sé, spesso non sarebbe più disponibile a farlo se il pericolo minacciasse una persona a lui prossima. Lo svolgimento di misure di protezione dei testimoni può pertanto coinvolgere, nel caso singolo, anche familiari o persone prossime. Ciò può accadere, ad esempio, quando si sposta il domicilio di un

138 Cfr. art. 98a PPM e 149 CPP.

139 Il concetto esteso di testimone viene applicato anche dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) e dai tribunali penali internazionali; cfr. DTF 125 I 127, 132 consid. 6a.

140 Sulle categorie di testimoni, cfr. anche il messaggio concernente la modifica della procedura penale militare del 22 gennaio 2003, FF 2003 671, 680 e segg.