Rapporto sui risultati
Consultazione 2010/112: Revisione parziale della legge dell'8 ottobre 2004 sui trapianti · 40 pagine
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Capoverso 2:
PS e CP aggiungono che il diritto al consenso sostitutivo deve essere appannaggio non della «persona autorizzata a rappresentare il donatore in ambito medico», bensì degli «stretti congiunti», come per la donazione di organi.
RVK, santésuisse e SVK suggeriscono di precisare il capoverso 2: tramite un’aggiunta che faccia riferimento al diritto di protezione degli adulti, è possibile stabilire in maniera più chiara chi entra in linea di conto per rappresentare il donatore.
Capoverso 3:
BS ritiene che occorra porre limiti precisi all’«interpretazione liberale del benessere oggettivo», visto che i provvedimenti medici preparatori sono unicamente nell’interesse del ricevente del trapianto di organi. Non deve essere consentito applicare sonde di perfusione prima del decesso del potenziale donatore, in assenza del suo personale consenso. Anche Insel e UNI BEMed si chiedono se sia possibile adottare qualsiasi tipo di provvedimento medico preparatorio sulla base della volontà presunta del donatore.
SBK-CES è dell’opinione che i provvedimenti medici preparatori previsti dal capoverso 3 sono minimamente invasivi per il donatore e che, quindi, risultano accettabili dal punto di vista etico; tuttavia è necessario coinvolgere gli stretti congiunti nel processo decisionale. SBK-CES ribadisce anche che bisogna garantire in ogni caso la dignità della persona morente.
Lettera b: TG, EKBB, H+, KSSG, PH, SAMW, SOL-DHR, USZ e UZH constatano che la nozione di «rischi e incomodi minimi» possa dare adito a diverse interpretazioni. L’SAMW osserva che terrà conto di questo punto quando adeguerà le proprie direttive in base alla nuova legge sui trapianti, mettendo così a disposizione dei medici un valido ausilio ai fini della decisione. Tale adeguamento risponde anche all’auspicio formulato da TG, EKBB, H+ e SOL-DHR. Dal canto suo, KSSG propone di aggiungere un riferimento alle direttive dell’ASSM. Secondo USZ e UZH, occorre precisare a livello di ordinanza quali sono i provvedimenti medici che comportano un rischio minimo per il donatore.
Capoverso 4:
H+ è dell’opinione che, nella maggioranza dei casi, la cosiddetta «prognosi senza speranza» per il paziente non è chiara; infatti, hanno un ruolo importante anche aspetti medico-specialistici ed etico-morali. Di conseguenza, chi deve prendere la decisione dispone di un margine discrezionale, e ciò può fare aumentare il rischio di un’applicazione abusiva. A tutela del paziente e di chi deve prendere la decisione, è necessario inserire nel testo di legge una descrizione ben delimitata della «prognosi senza speranza».
UNI BETheol ritiene fondamentalmente che la decisione sostitutiva sia problematica, seppur sostenibile. Il problema di fondo è costituito dal conflitto di doveri tra l’obbligo di mantenere in vita il potenziale donatore e assicurare il suo benessere come paziente, da un lato, e l’obbligo di venire incontro alle esigenze delle persone malate la cui sopravvivenza dipende dalla possibilità di ricevere un trapianto di organi, d’altro lato. A questo proposito, la riflessione verte sulla prognosi in vista dell’interruzione della terapia e sulla questione del momento del decesso. A essere particolarmente problematica è la precedente decisione di interrompere la terapia, sulla base di prognosi sfavorevoli.
Secondo SEK è problematico se, alla decisione d'interrompere i trattamenti che tengono in vita il paziente, è direttamente legata la questione della disponibilità o della mancanza