Rapporto sui risultati

Consultazione 2010/113: Revisione parziale della legge federale sulle professioni mediche universitarie (legge sulle professioni mediche, LPMed) · 54 pagine

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ASA reputa poco chiaro il significato di «adeguate» e pensa sarebbe più opportuno precisarlo nel catalogo degli obiettivi e non nella legge. Sul modello dei criteri EAE, propone la seguente definizione: «disporre di adeguate conoscenze di base sulle terapie e sugli approcci terapeutici della medicina complementare, nonché sulla loro efficacia, appropriatezza ed economicità» («haben angemessene Grundkenntnisse über Methoden, Therapieansätze und den wirtschaftlichen, zweckmässigen und wirksamen Einsatz der Komplementärmedizin»).

UDC appoggia questa proposta che corrisponde all’articolo 118a Cost. e alla volontà del Popolo, pur facendo notare che per taluni professionisti come chirurghi, ortopedici o dentisti la medicina complementare non è applicabile. UDC interpreta la nozione di «conoscenze di base adeguate» nel senso che dal nuovo obiettivo di formazione non deve conseguire alcuna promozione a scapito degli altri settori. Spetta al futuro medico scegliere in quale campo e in quali competenze formarsi o specializzarsi.

ZH auspica che queste conoscenze di base poggino su basi scientifiche e che ciò sia precisato nel testo.

NW lamenta l’assenza di una disposizione sull’efficacia delle cure della medicina complementare. Se questa efficacia potesse essere dimostrata scientificamente, gli studenti non dovrebbero avere unicamente delle conoscenze di base, aspetto che andrebbe quindi ripreso nell’insegnamento della medicina tradizionale. Il termine «adeguato» non dovrebbe essere utilizzato in una legge poiché è troppo impreciso.

ASSM saluta il fatto che si richiedano unicamente «conoscenze di base adeguate», poiché esigenze più elevate sarebbero difficilmente soddisfabili. AG considera che non si possa fare un’analogia con la medicina umana. Occorrerebbe lasciare la scelta di prevedere o meno una formazione in medicina complementare per i veterinari.

Centre Patronal ritiene che ci si possa chiedere se il Popolo e i Cantoni auspichino veramente che i veterinari dispongano di conoscenze di medicina complementare.

AGZG e Decanati della facoltà Vetsuisse delle Università di Berna e Zurigo (Vetsuisse BE e ZH) reputano che la proposta non debba essere espressamente contenuta in una legge, ma nel catalogo degli obiettivi. Se questa lettera dovesse essere mantenuta, Vetsuisse BE e ZH propongono la seguente formulazione: «possedere conoscenze di diverse terapie e approcci di medicina complementare ed essere in grado di valutarli e di discuterne in modo critico sulla base di metodi scientifici» («haben Kenntnisse über verschiedene Methoden und Therapieansätze der Komplementärmedizin und können diese basierend auf wissenschaftliche Methoden und diskutieren»).

Articolo 12, capoverso 2

UNIL suggerisce di sostituire alla lettera a il termine «punti di credito formativo» con «punti di credito ECTS», poiché è il termine utilizzato dalle scuole universitarie.

ASSM propone di specificare il termine «punti di credito formativo» e, secondo le direttive di Bologna, di usare la definizione «Kreditpunkte nach dem European Credit Transfer and accumulation System (ECTS)». Per la lettera b, consiglia la sostituzione del termine «haute école suisse» con quello di «haute école universitaire suisse». Inoltre considera che vi è ancora una divergenza tra l'ordinanza del DFI del 20 agosto 2007 concernente l’accreditamento dei cicli di perfezionamento delle professioni mediche universitarie, in cui è trattata la questione delle «hautes écoles universitaires» e la LPMed che fa riferimento solo alle «hautes écoles».

ChiroSuisse ringrazia per l’inserimento di questa disposizione che rafforza il ruolo dei chiropratici in Svizzera e avanza una proposta di formulazione per il messaggio.

Articolo 13 Regolamento d’esame

UniBE è d’accordo con l’articolo 13.

Per quanto riguarda la lettera c, SwiMSA e Unione svizzera degli e delle studenti di scuole universitarie (UNES) deplorano il mancato stralcio del riferimento ai costi degli esami e il rifiuto di cogliere l’occasione per stralciare detta lettera. UNES aveva preso posizione in occasione della revisione dell’ordinanza sugli esami LPMed e considera che i costi dell’istruzione superiore permangono molto elevati e rappresentano un fattore