Rapporto esplicativo
Consultazione 2010/123: Modifica dell'articolo 119 Cost. e della legge sulla medicina della procreazione (ammissione della diagnosi preimpianto) · 104 pagine
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grave malattia. L'esatta interpretazione di questo concetto viene lasciata al legislatore o, in singoli casi, alla prassi.100
Se, in futuro, con la DPI fosse possibile migliorare efficacemente anche le probabilità di successo di un trattamento contro l'infertilità nelle coppie infertili (cosa che le attuali conoscenze non permettono), la DPI sarebbe consentita anche per tale scopo.
Le altre indicazioni della DPI, invece, non sono conciliabili con il testo dell'articolo 119: le trisomie non vengono generalmente trasmesse, ma rappresentano perlopiù delle aberrazioni cromosomiche di tipo numerico che si manifestano spontaneamente. Riguardo alle restanti indicazioni (ad es. selezione del sesso senza correlazione con una malattia, «bambino salvatore»), è evidente che non si tratta né di contrastare l'infertilità, né di evitare la trasmissione di una grave malattia.
L'autorizzazione della DPI anche per altri scopi sarebbe pertanto possibile solo se l'articolo 119 capoverso 2 lettera c venisse interpretato non solo contro il suo scopo (evitare la produzione di embrioni soprannumerari), ma anche contro il suo stesso testo (evitare la trasmissione di una malattia grave o curare l'infecondità). Per fare ciò occorrerebbe evincere dai restanti metodi di interpretazione delle argomentazioni solide. Tali argomentazioni, tuttavia, non emergono né dall'interpretazione storica, né dall'interpretazione sistematica o contemporanea. Ai sensi del diritto costituzionale vigente, pertanto, la DPI è ammessa solo se il suo scopo è quello di evitare la trasmissione di una grave malattia o di curare l'infertilità.
b. Altre condizioni quadro
La prassi nei Paesi in cui la DPI è consentita mostra che, nell'ambito dei procedimenti di DPI, il numero di oociti fecondati e sviluppati in embrioni è quanto più possibile elevato. In questo modo si incrementa la probabilità di poter trasferire nell'utero della donna già al primo ciclo uno o due embrioni che non sono portatori della caratteristica genetica della grave malattia da evitare e che, al contempo, si sono sviluppati in modo così soddisfacente da poter essere trasferiti. Inoltre, attualmente lo standard medico (applicato anche ai procedimenti di FIV senza DPI) prevede generalmente il trasferimento di un massimo di due embrioni. In questo modo si evitano rischiose gravidanze plurime. Se è disponibile un altro embrione trasferibile, esso viene crioconservato e, in caso di insuccesso del primo ciclo o se la coppia desidera un altro figlio, rimane a disposizione per un successivo tentativo (cfr. n. 1.2.3.5). Per entrambi gli elementi della prassi medica è necessario verificare se essi siano ammissibili in Svizzera a fronte dell'articolo 119 Cost. in vigore:
- Numero degli embrioni da sviluppare
L'ultima parte della frase dell'articolo 119 capoverso 2 lettera c Cost. prescrive che, fuori dal corpo della donna, possono essere sviluppati in embrioni solo tanti oociti quanti se ne possono trapiantare immediatamente. Rispetto alla prassi medica internazionale della FIV, questo solleva il seguente problema: la produzione, ad esempio, di tre embrioni in vitro è conforme alla Costituzione solo nel caso in cui la donna acconsenta sin dall'inizio a farsi impiantare (nel caso in cui tutti e tre gli oociti fecondati si
100 Cfr. Ruth Reusser/Rainer J. Schweizer, Kommentar zu Artikel 119 BV, 2a Ed., Zurigo/San Gallo 2008, cifra 30.