Rapporto esplicativo

Consultazione 2010/124: Modifica della legge sui cartelli, parte 2: Attuazione della mozione Schweiger (07.3856):Un sistema di sanzioni più equilibrato ed efficace per la normativa svizzera sui cartelli · 58 pagine

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Avamprogetto di LCart posto in consultazione

cato attraverso procedure e meccanismi di sanzioni amministrativi, gli USA, ad esempio, prevedono un’applicazione del diritto dei cartelli fortemente improntata al diritto privato e la possibilità di infliggere sanzioni penali a persone fisiche. Benché anche in alcuni Stati membri dell’UE sia prevista, o sia perlomeno in discussione, la possibilità di sanzioni penali nei confronti di persone fisiche in caso di violazioni del diritto dei cartelli, gli ordinamenti giuridici europei in materia di cartelli in linea di principio si concentrano più sulle imprese che non su singoli individui. Questa concezione rispecchia anche la normativa sui cartelli vigente in Svizzera.

Il perseguimento penale di singole persone ha quindi una tradizione radicata soprattutto negli USA, dove lo Sherman Act del 1890 prevedeva già la possibilità di pene pecuniarie e detentive sia in caso di violazioni del divieto di concludere accordi illeciti in materia di concorrenza (Sezione 1 Sherman Act), sia in caso di monopolizzazione illecita (Sezione 2 Sherman Act). Negli USA le persone fisiche possono incorrere in sanzioni penali soprattutto in caso di cartelli hard core (cartelli sui prezzi e accordi di appalto), per i quali sono punibili con pene pecuniarie sino a un milione di dollari o pene detentive sino a dieci anni6. Conformemente al programma di clemenza, tuttavia, non viene formulata un’accusa se sono realizzate le condizioni previste nella Comunicazione sulla clemenza (cfr. Sezione 2 Clayton Act). Ciò nonostante le condanne di dirigenti per pratiche contrarie al diritto dei cartelli negli USA non costituiscono un’eccezione.

La situazione è diversa nello spazio giuridico europeo in cui prevale il sistema anglosassone. Benché in Gran Bretagna7 e in Irlanda8 siano possibili sanzioni penali (pene pecuniarie di un importo illimitato, rispettivamente di 4 mio. di euro, e pene detentive sino a cinque anni) nei confronti di individui che partecipano a cartelli hard core o che ne sono responsabili, la loro rilevanza pratica è per il momento minima. Va notato che in Gran Bretagna i programmi di clemenza permettono di accordare l’immunità penale.

Fra gli Stati influenzati dalla tradizione giuridica continentale europea, la Francia sanziona le persone fisiche che partecipano ad accordi contrari al diritto dei cartelli o l’abuso di una posizione dominante sul mercato con la pena detentiva sino a quattro anni e multe sino a 75 000 euro9. Come nel diritto britannico, il colpevole deve avere influito con intenzioni fraudolente alla violazione del diritto dei cartelli e vengono comunque applicati criteri rigorosi. Per tale motivo, nella normativa francese sui cartelli le sanzioni penali hanno un’importanza secondaria. Inoltre, all’interno dell’UE, l’Estonia, la Repubblica Slovacca e Cipro prevedono fattispecie penali che comportano la comminazione di pene detentive10.

6 Dall’introduzione del Criminal Fine Enforcement Act del 1984, vi è la possibilità di fissare l’importo massimo della pena pecuniaria al doppio del guadagno conseguito dall’autore o al doppio del danno provocato, cfr. Section 3571 (d) United States Code Title 18 (Crimes and Criminal Procedures).

7 Cfr. Enterprise Act 2002, che ha introdotto il sanzionamento penale delle pratiche contrarie al diritto dei cartelli.

8 Cfr. in particolare Section 8 Competition Act 2002.

9 Art. L420-6 Code de commerce.

10 Nel 2005 l’OCSE si è tuttavia pronunciata a favore di una penalizzazione delle violazioni più gravi del diritto dei cartelli mediante pene privative della libertà (OCSE, Hard Core Cartels, Third Report, 2005, 26 segg., 39 seg.).