Rapporto esplicativo

Consultazione 2010/124: Modifica della legge sui cartelli, parte 2: Attuazione della mozione Schweiger (07.3856):Un sistema di sanzioni più equilibrato ed efficace per la normativa svizzera sui cartelli · 58 pagine

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Avamprogetto di LCart posto in consultazione

nei confronti dei collaboratori responsabili, si aggiungano delle procedure nei confronti delle persone fisiche.

Riassumendo, si constata che ad eccezione degli USA, dove le sanzioni penali in materia di cartelli nei confronti di persone fisiche costituiscono un elemento centrale e funzionante del sistema penale, gli altri Paesi non presentano una situazione uniforme in tale ambito. In Europa alcuni Stati prevedono sanzioni corrispondenti, ma vincolano la loro comminazione a condizioni rigorose o incontrano difficoltà quando si tratta di applicarle, cosicché la rilevanza pratica del sanzionamento di individui per pratiche illecite in materia di cartelli è minima. In alcuni Stati, inoltre, si osserva una depenalizzazione del diritto dei cartelli. Anche a livello di UE non si riscontra una volontà di introdurre sanzioni penali in quest’ambito. Non si riscontra quindi in Europa una tendenza univoca in merito al sanzionamento di persone fisiche, né una prassi di riferimento ai fini della presente consultazione nei Paesi europei che prevedono simili sanzioni penali.

1.2 La nuova regolamentazione proposta

1.2.1 Compendio

Le varianti qui proposte per l’attuazione della mozione Schweiger si fondano su due premesse emerse dai dibattiti parlamentari concernenti la mozione. In primo luogo, il perseguimento delle imprese deve rimanere l’obiettivo principale anche dopo l’introduzione di sanzioni nei confronti di persone fisiche. In secondo luogo, l’introduzione di sanzioni penali nei confronti di persone fisiche non deve indebolire gli strumenti di applicazione del diritto dei cartelli ma, nel limite del possibile, occorre completare gli attuali strumenti in modo da rafforzarne l’effetto preventivo. Deve essere così possibile sanzionare imprese e persone in maniera cumulativa. Inoltre, il programma di clemenza esistente deve mantenere la sua efficacia.

Queste premesse nell’attuazione della mozione Schweiger sono da considerare in particolare nell’ottica dello sviluppo della legge sui cartelli. In seguito all’entrata in vigore della nuova legge sui cartelli, nel 1996, la Svizzera si è dotata degli strumenti politici necessari per combattere efficacemente gli effetti dannosi dei cartelli e di altre limitazioni della concorrenza. Mediante la definizione di pratiche che presumibilmente eludono la concorrenza efficace e che, di norma, vanno vietate, la normativa svizzera sui cartelli è stata ravvicinata ai modelli internazionali. In pratica si è tuttavia rivelato svantaggioso il fatto che, a quel momento, non vi era ancora la possibilità di pronunciare sanzioni dirette contro le limitazioni illecite della concorrenza. La prima violazione in materia di cartelli rimaneva «impunita» anche se era stata riconoscibile come tale fin dall’inizio. Questa lacuna è stata eliminata con la revisione del 2003 (entrata in vigore il 1° aprile 2004). L’effetto preventivo della legge vigente da allora ha potuto essere aumentato in seguito all’introduzione di sanzioni dirette nei confronti delle imprese. Finora la concezione del diritto dei cartelli – in linea con la tradizione giuridica europea – non si è fondata sulla punibilità delle persone fisiche, ma si concentra essenzialmente sulle imprese che si comportano in modo illecito: da un lato, obbligandole a cessare le pratiche anticoncorrenziali constatate e, dall’altro, infliggendo loro in taluni casi una sanzione.