Rapporto esplicativo
Consultazione 2010/124: Modifica della legge sui cartelli, parte 2: Attuazione della mozione Schweiger (07.3856):Un sistema di sanzioni più equilibrato ed efficace per la normativa svizzera sui cartelli · 58 pagine
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In Germania mancano invece delle fattispecie penali definite in modo ampio per le violazioni in materia di concorrenza. Come in Austria e in Ungheria, sono punibili solo gli accordi di appalto, da un lato in base al § 298 CP che prevede una pena detentiva sino a cinque anni o una pena pecuniaria, dall’altro mediante la disposizione generale relativa alla frode (§ 263 CP). Ogni anno si registrano condanne di appaltatori. Per tutte le altre violazioni del diritto dei cartelli, sia le imprese che gli individui responsabili in Germania possono comunque vedersi infliggere delle multe per inosservanza delle prescrizioni d’ordine.
In Belgio, l’introduzione di sanzioni penali nei confronti di persone fisiche è stata recentemente al centro di un dibattito. Una raccomandazione della Commissione della concorrenza belga del 2010 evidenzia le diverse difficoltà che vi sono connesse, tra l’altro per quanto riguarda lo scambio di informazioni e il vincolo del giudice penale alle decisioni di diritto amministrativo in materia di cartelli. Nel suo parere la Commissione ha in particolare rilevato che i provvedimenti amministrativi come i divieti di esercitare l’attività professionale sono spesso più appropriati e pertinenti delle sanzioni penali11. I Paesi Bassi hanno direttamente abolito le sanzioni penali nel 1997. Il 1° ottobre 2009 è stato reintrodotto il carattere di reato nel senso che le persone fisiche che impartiscono istruzioni riguardo a un cartello o che esercitano de facto una leadership possono essere sanzionate. In Austria, nel 2002, è stata introdotta una depenalizzazione con l’abrogazione delle sanzioni penali in caso di pratiche illecite in materia di cartelli, esclusi gli accordi di appalto. Il Lussemburgo nel 2004 ha abolito le sanzioni penali in materia di cartelli configurate come fattispecie di disobbedienza12.
Il diritto europeo, infine, non prevede sanzioni penali o amministrative nei confronti degli individui responsabili: secondo l’articolo 23 VO 1/2003 solo le imprese possono essere punite con una multa. L’eccezione secondo cui è possibile sanzionare una persona fisica che realizza le condizioni legali relative alle caratteristiche di impresa è finora rimasta priva di rilevanza. Al momento non sono ravvisabili segnali a favore di un’introduzione generale di sanzioni amministrative o penali nei confronti di persone fisiche nel diritto europeo13. Ciò potrebbe essere dovuto essenzialmente al fatto che l’UE stessa non possiede competenze penali. È teoricamente possibile, ma privo di rilevanza, che a livello nazionale, negli Stati che applicano sanzioni penali
11 COMMISSIE VOOR DE MEDEDINGING/COMMISSION DE LA CONCURRENCE, Avis sur l’introduction de sanctions pénales dans le droit belge de la concurrence (CCE 2010-0233 DEF MED), 04.02.2010, consultabile sul sito Internet <http://www.ccecrb.fgov.be/txt/fr/doc10-233.pdf>.
12 Cfr. bilancio stilato da Heinemann Andreas, Kriminalstrafrechtliche Individualsanktionen im Kartellrecht?, in: Kunz Peter V., Herren Dorothea, Cottier Thomas, Matteotti René (ed.), Wirtschaftsrecht in Theorie und Praxis – Festschrift für von Büren Roland, Basilea 2009, 587–624.
13 Cfr. Baudenbacher Carl, Gutachten zur Evaluation bestimmter Aspekte des schweizerischen Kartellgesetzes: Institutionelles Setting – Vertikalbeschränkungen – Individualsanktionen – Private Enforcement, 118, e il rimando a Lowe Philip, Preventing and Sanctioning Anticompetitive Conduct: Effective Use of Administrative and Criminal Sanctions, Leniency: and Private Action in the EU, in: Barry Hawk, International Antitrust Law & Policy (2007), 96.