Rapporto e Avamprogetto

Consultazione 2010/126: Politica agricola 2014-2017: Evoluzione della politica agricola negli anni 2014-2017 · 312 pagine

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Legge sull’agricoltura

2.2.1.1.2 Concetto

Leadership qualitativa

Per la leadership qualitativa della Svizzera sono determinanti essenzialmente i requisiti qualitativi nell'ambito della protezione della salute, dell'ambiente e degli animali nonché la PER volontaria. Questi aspetti sono trattati nelle considerazioni sui pagamenti diretti.

A livello di assicurazione della qualità, il sostegno della Confederazione si concentra sul finanziamento dei servizi di assicurazione della qualità. Finora non è stata emanata alcuna ordinanza d'esecuzione, principalmente a causa dei diversi interessi mostrati dalle organizzazioni di categoria in occasione della consultazione, nel 2004, su un disegno d'ordinanza concernente il sostegno all'assicurazione della qualità. Nel quadro del gruppo di lavoro sulle misure collaterali in caso di un ALSA, diverse organizzazioni del primario hanno chiesto l'introduzione di misure di sostegno a programmi di assicurazione della qualità, sull'esempio degli aiuti finanziari accordati in tale ambito nei Paesi dell'UE. Onde precisare le condizioni per la concessione di un finanziamento e le attività finanziate nel quadro di un programma d'assicurazione della qualità, l'UFAG ha cofinanziato un progetto pilota d'assicurazione della qualità per il 2009 e il 2010 nei settori ortofrutta e patate. Secondo il principio della sussidiarietà e la volontà che il sostegno pubblico vada direttamente a beneficio degli agricoltori, il finanziamento della Confederazione deve essere incentrato in primo luogo sulla partecipazione dei produttori ai sistemi di assicurazione della qualità, con l'obiettivo principale di ridurre i costi ad essa correlati per gli agricoltori. È escluso il finanziamento delle strutture e delle funzioni dei fornitori di servizi. La LAgr va precisata in tal senso.

La vigente base legale sull'assicurazione della qualità (art. 11 LAgr) esclude il sostegno di iniziative collettive finalizzate a migliorare la qualità e l'efficienza dei processi di produzione lungo la filiera del valore aggiunto e a promuovere l'innovazione e una maggior sensibilizzazione verso la sostenibilità88.

Una collaborazione più stretta tra le imprese dei settori agricolo e alimentare dovrebbe consentire di raggiungere più facilmente questi obiettivi. Lo scopo è accre-

88 Si fa riferimento alla definizione internazionale di sviluppo sostenibile, coniata nel 1987 dalla Commissione mondiale sull'ambiente e lo sviluppo nel rapporto Brundtland. Non è stata coniata, invece, alcuna definizione di «prodotto sostenibile» e «processo sostenibile». In detto rapporto si considera che i prodotti o i processi sono sostenibili se contribuiscono alla realizzazione di obiettivi economici, ecologici e sociali di sviluppo sostenibile definiti da un Paese, in questo caso la Svizzera. A livello internazionale si parla piuttosto di prodotti ottenuti da sistemi di consumo e produzione sostenibili. Nel quadro del piano d'esecuzione di Johannesburg (http://daccess-ddsny.un.org/doc/UNDOC/GEN/N02/636/94/PDF/N0263694.pdf?OpenElement), adottato in occasione del Vertice mondiale per lo sviluppo sostenibile del 2002, il processo di Marrakech riunisce iniziative volontarie finalizzate a promuovere la sostenibilità del consumo e della produzione di gruppi di prodotti e attività specifiche. Attualmente la Commissione dell'ONU per lo sviluppo sostenibile si sta adoperando affinché queste iniziative siano raggruppate in un programma quadro decennale sulle forme di consumo e produzione sostenibili, che potrebbe essere coordinato dal PNUA. La Svizzera s'impegna attivamente affinché questo programma quadro includa anche le forme di consumo e produzione sostenibili di prodotti agroalimentari, consentendo, così, di precisare a livello internazionale la valenza e la portata di questi concetti.