Rapporto e Avamprogetto
Consultazione 2010/126: Politica agricola 2014-2017: Evoluzione della politica agricola negli anni 2014-2017 · 312 pagine
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Linee generali del progetto
gamente all'UE, si è impegnata a ridurre, entro il 2012, le emissioni di gas serra nella misura dell'8 per cento rispetto ai valori del 1990. Attualmente ci si adopera alacremente per dare un futuro al Protocollo di Kyoto, che scade a fine 2012. Stando al rapporto del Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) del 2007, i Paesi industrializzati devono tuttavia impegnarsi a ridurre le proprie emissioni del 25-40 per cento entro il 2020, per poter rispettare l'obiettivo di limitare a 2 gradi il riscaldamento climatico a livello globale, secondo quanto stabilito nel documento finale della Conferenza sul Clima di Copenaghen - il cosiddetto Accordo di Copenaghen. L'obiettivo a lungo termine della Svizzera è un accordo vincolante che coinvolga i principali responsabili delle emissioni di gas serra, compresi gli USA, la Cina, il Brasile e l'India.
La quota dell'agricoltura rispetto alle emissioni globali ammonta al 14 per cento circa. Nei prossimi cicli di negoziati internazionali l'agricoltura sarà quindi un tema importante. Verrà lanciato un programma di lavoro che tratta nello specifico le sfide e le opportunità dell'agricoltura. Verrà inoltre ripreso il dibattito sull'eventualità di rendere obbligatoria l'indicazione delle emissioni riconducibili all'uso del suolo a scopi agricoli e forestali. Finora i Paesi erano liberi di scegliere se aggiungere al loro bilancio delle emissioni i dati relativi alle fonti e alle riduzioni di CO2 riconducibili all'uso del suolo. La Svizzera si impegna per una riduzione delle emissioni agricole a condizione che siano garantite la sostenibilità e la sicurezza alimentare.
La Confederazione è attiva in numerosi altri organi internazionali, che affrontano il tema del cambiamento climatico e dell'agricoltura36.
1.1.3 Conclusioni
A seguito degli interventi accolti dal Parlamento, il Consiglio federale è chiamato a presentare proposte concrete per la revisione della LAgr.
I negoziati in ambito di politica economica estera sono tutti finalizzati a proseguire il processo di liberalizzazione dei mercati agricoli. L'apertura dei mercati continuerà a medio termine. Decisivo sarà il proseguimento del ciclo negoziale di Doha dell'OMC. Se si dovesse concludere nel 2011, si potrebbe pensare a un'entrata in vigore nel 2013. Il Consiglio federale s'impegna affinché i negoziati vengano portati a termine al più presto. Tuttavia è possibile che i dossier di politica economica estera subiscano ulteriori ritardi. Non si può pertanto prevedere quando le aperture dei mercati avranno primi effetti tangibili sulla protezione doganale.
Vista l'insicurezza che regna sugli affari di politica commerciale estera, essi non rientrano nella presente documentazione per la consultazione. Si parte dal presupposto che nel periodo 2014-2017 non si avvertiranno ancora gli effetti di accordi inter-
36 FAO (Dipartimento "Risorse naturali e ambiente"", Settore "Clima ed energia" + Gruppo di lavoro interdipartimentale Clima); OCSE (comunicato sul vertice dei ministri dell'agricoltura del febbraio 2010 sul significato del mutamento climatico per l'agricoltura); Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l'alimentazione e l'agricoltura (TI RFGAA) (Benefit-Sharing Fund per progetti RFGAA tesi a migliorare l'adeguamento al cambiamento climatico); Global Research Alliance (GRA) on Agricultural Greenhouse Gases (Scientific Focal Point con gruppi di ricerca sull'allevamento (intensivo ed estensivo), coltivazione di riso e produzione vegetale).