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Consultazione 2010/14: Rapporto del Consiglio federale all'Assemblea federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 89 pagine
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RAPOLSIC: Progetto, 14 aprile 2010 Pagina 6
1 Introduzione, definizione di politica di sicurezza
L'ultimo rapporto del Consiglio federale all'Assemblea federale sulla politica di sicurezza della Svizzera risale al 7 giugno 1999. Nel frattempo sono stati perpetrati attentati terroristici in particolare a New York, Washington, Bali, Istanbul, Madrid, Londra, Mosca e Mumbai. Il terrorismo permane dunque una minaccia onnipresente. Al di fuori dell’Europa, i conflitti armati tra forze armate statali sono una realtà; vi è minore cautela nel ricorso alla forza armata rispetto al passato, anche se tali interventi si sono rivelati difficili e hanno comportato gravi perdite, e sebbene il loro esito sia sempre incerto. Inoltre, probabilmente a causa dei cambiamenti climatici, si denota un aumento delle catastrofi naturali con conseguenze disastrose. È aumentata l'esigenza di riesaminare regolarmente la politica di sicurezza. D'ora in poi il Consiglio federale intende rielaborare o riscrivere il suo rapporto sulla politica di sicurezza della Svizzera a scadenze più brevi.
Il presente rapporto illustra gli obiettivi della Svizzera in materia di politica di sicurezza, nonché i fattori che potrebbero minacciarli o comprometterli. Inoltre descrive il contesto della Svizzera, la strategia che persegue in materia di politica di sicurezza e i mezzi necessari per metterla in atto.
L'esercito in particolare è al centro dell'interesse del pubblico per vari motivi: è lo strumento di politica di sicurezza più consistente e versatile e inoltre, grazie al sistema di milizia, buona parte della popolazione ha direttamente a che fare con questa istituzione; l'ammontare delle spese per la difesa è un tema ricorrente e l'esercito ha notoriamente vari problemi da risolvere. Il presente rapporto gli riserva quindi maggior spazio rispetto agli altri strumenti di politica di sicurezza. L'esercito non pretende di essere uno strumento più importante degli altri, ma nell'opinione pubblica sussiste un notevole bisogno di discussione in proposito. Si tratta nella fattispecie di illustrare le linee direttive per l’ulteriore sviluppo dell'esercito. Contemporaneamente al presente rapporto, il Consiglio federale presenterà anche un rapporto separato sull’esercito nel quale saranno illustrate in maniera più dettagliata la sua situazione e le sue prospettive.
Riguardo ai contenuti della politica di sicurezza si riscontrano pareri divergenti. Il presente rapporto utilizza la definizione seguente:
La politica di sicurezza comprende tutte le misure della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni destinate a prevenire, contrastare e gestire minacce e azioni di carattere politico-militare o di matrice criminale finalizzate a limitare l'autodeterminazione della Svizzera e della sua popolazione o a danneggiarle. A ciò si aggiunge la gestione delle catastrofi naturali e tecnologiche nonché delle situazioni d'emergenza.
In altre parole, la politica di sicurezza è chiamata in causa quando degli Stati, dei gruppi non statali o singole persone vogliono imporre la loro volontà alla Svizzera o alla sua popolazione oppure arrecare danni alla Svizzera, alla sua popolazione o agli interessi del Paese o accettano il rischio di arrecare tali danni nell'intento di perseguire i loro o-