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Consultazione 2010/14: Rapporto del Consiglio federale all'Assemblea federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 89 pagine

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RAPOLSIC: Progetto, 14 aprile 2010 Pagina 9

indispensabile per motivi di efficienza o efficacia e conciliabile con il principio di neutralità, in collaborazione con altri che hanno interessi affini. La questione riguardo ai mezzi e alle modalità per intervenire contro le minacce o i pericoli deve essere risolta di volta in volta tenendo conto delle rispettive capacità, nonché dell'onere e delle prospettive di successo. Quando la Svizzera si impegna con mezzi civili o militari per rafforzare la stabilità e la pace al di là delle proprie frontiere, ciò corrisponde ai valori per i quali essa si impegna da lungo tempo e, inoltre, è nell’interesse della sicurezza del Paese.

Nell'ambito della discussione riguardo alla politica di sicurezza vengono spesso citati anche altri interessi, quali la prosperità economica e l'incremento del benessere, gli aspetti occupazionali e l'accesso ai mercati, una società liberale, istituzioni politiche funzionanti, le pari opportunità, l'identità, la coesione e la pluralità. Si tratta nella fattispecie di interessi nazionali, ma non di interessi in materia di sicurezza in senso stretto. Per esempio, non è compito della politica di sicurezza provvedere al buon funzionamento delle istituzioni politiche. Essa deve tuttavia impedire che il buon funzionamento di queste istituzioni venga compromesso dalla politica di potenza o dalla criminalità. L'estensione degli interessi in materia di politica di sicurezza all'intera gamma degli interessi nazionali è da ritenersi inopportuna perché in tal caso la politica di sicurezza metterebbe in dubbio la competenza di altri ambiti politici, ma anche per il fatto che sarebbe contraria agli sforzi miranti a suddividere la politica globale in settori gestibili dal profilo pratico.

3 La situazione

31 Tendenze in materia di politica di sicurezza

Il mondo in cui viviamo non si è radicalmente trasformato rispetto a dieci anni fa. Tuttavia ha subito vari cambiamenti che non l'hanno reso necessariamente più pericoloso, ma probabilmente più imprevedibile. Si osservano vari sviluppi che influenzeranno e determineranno la sicurezza globale negli anni a venire. Alcuni hanno conseguenze immediate e facilmente individuabili per quanto riguarda la sicurezza, mentre in altri casi le conseguenze sono meno evidenti e dirette.

La globalizzazione, che si riflette in un'interconnessione sotto molteplici aspetti – di carattere geografico, tra parti del mondo distanti migliaia di chilometri, ma anche di carattere tematico, tra settori che in passato venivano considerati separatamente – e in un'accelerazione degli effetti, costituisce una realtà2 anche per la politica di sicurezza. Rispetto a quanto succede in campo economico, nel campo della politica di sicurezza l'interconnessione a livello internazionale e l'interdipendenza sono un po' meno avanzate. Infatti, la politica di sicurezza è tuttora sostanzialmente strutturata su base nazionale e soprattutto le grandi potenze non sono disposte a limitare la loro libertà d'azione in nome di un interesse collettivo. Ciò non implica tuttavia uno scontro permanente: pure le potenze rivali hanno interessi comuni e dipendono le une dalle altre. I rapporti rimarranno caratterizzati da una convivenza tra disponibilità alla cooperazione e rivalità. Anche se nel prossimo futuro è assai improbabile lo scoppio di una guerra con mezzi con-

2 La crisi economica e finanziaria globale ha mostrato che la globalizzazione cela pericoli anche per gli Stati, le economie e le società molto evoluti. Per i Paesi come la Svizzera, un eventuale tentativo di distanziarsi dalla globalizzazione non sarebbe pagante, poiché rischierebbe di compromettere il benessere economico.