Progetto

Consultazione 2010/14: Rapporto del Consiglio federale all'Assemblea federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 89 pagine

Fedlex · Progetto · Pagina 73Fedlex · Progetto

RAPOLSIC: Progetto, 14 aprile 2010 Pagina 73

Stato e della società. Lo statuto delle persone che prestano servizio civile corrisponde ampiamente a quello dei militari. Pertanto, le persone soggette all'obbligo di prestare servizio civile possono essere chiamate a eseguire impieghi straordinari del servizio civile. Tali impieghi equivalgono all'obbligo dei militari di prestare servizio d'appoggio e servizio attivo. Finora, tuttavia non sono mai stati ordinati impieghi straordinari del servizio civile.

Conformemente all'elenco degli obiettivi stabiliti nella legge sul servizio civile, esso fornisce anche contributi nell'ambito della cooperazione nazionale per la sicurezza e per la salvaguardia delle basi naturali della vita. In quest'ottica il servizio civile costituisce pure uno strumento della politica di sicurezza. Nel 2005 e nel 2006 sono stati effettuati impieghi di gruppo volti a eliminare le conseguenze di catastrofi naturali. Tali impieghi hanno dimostrato che il servizio civile è in grado di fornire contributi per far fronte alle conseguenze di catastrofi naturali o tecnologiche e situazioni d'emergenza. In Svizzera è possibile ricorrere al servizio civile per prevenire le catastrofi naturali e, in caso di sinistro di ampia portata, per eliminare i danni, fornire appoggio alla popolazione civile nonché per salvaguardare e ripristinare le basi vitali. Le relative basi giuridiche e gli strumenti di condotta sono già disponibili. Eccettuato l’appoggio a favore delle attività civili, il servizio civile non è tuttavia idoneo per adempiere altri compiti in materia di politica di sicurezza, in particolare per impieghi all’estero al di fuori delle regioni limitrofe.

582 Particolarità

Il servizio civile è uno strumento civile a disposizione della Confederazione. Per impieghi straordinari, la competenza relativa alla convocazione spetta al Consiglio federale, mentre per gli impieghi d'aiuto in caso di catastrofe e situazioni d'emergenza spetta all'Organo d'esecuzione del servizio civile. Gli iter decisionali sono brevi e il numero delle persone soggette all'obbligo di prestare servizio civile che possono essere convocate è in crescita: alla fine del 2010 esse saranno in totale circa 25 000, di cui alcune centinaia con una formazione di quadri. Sono possibili impieghi sull'arco di diversi mesi. La prontezza all'impiego del servizio civile è attualmente piuttosto bassa: oggi non è infatti possibile allarmare e impiegare immediatamente gruppi di persone che prestano servizio civile. Tali persone non possiedono infatti un'istruzione specifica e, fatta eccezione per gli abiti da lavoro impermeabili, non dispongono di un proprio equipaggiamento. Durante l'impiego, il servizio civile non può basarsi su un'infrastruttura propria. Attualmente, i preparativi in vista di un impiego di gruppo richiedono diverse settimane e accordi dettagliati con i responsabili sul posto. Per contro, l'impiego di singole persone è possibile in tempi brevi e ha dimostrato la sua efficacia. Il servizio civile non è quindi adatto quale strumento dell'aiuto immediato e d'urgenza e non si pone in concorrenza con le organizzazioni di primo intervento, la protezione civile e l'esercito. I suoi punti di forza risiedono piuttosto nell'appoggiare e sostituire la protezione civile e l'esercito a medio e lungo termine nella gestione dei danni e nei lavori di ripristino come pure nell'eseguire su un lungo periodo lavori di ricostruzione che non possono essere aggiudicati a imprese locali. Occorrerà esaminare se il servizio civile può essere impiegato anche per sgravare altri attori della Rete integrata Svizzera per la sicurezza nonché se e a quale scopo debba essere eventualmente incrementata la sua prontezza all’impiego.