Rapporto esplicativo
Consultazione 2010/55: Modifica dell'ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa (OASA) · 9 pagine
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che vivono in Svizzera devono essere integrati nelle scuole pubbliche, evitando discriminazioni di sorta. Nella prassi, l’accesso all’istruzione scolastica di base obbligatoria sembra garantito. Trattasi peraltro di un diritto costituzionale di cui godono tutti i bambini che vivono in Svizzera (cfr. art. 19 Cost.).
I giovani «sans-papiers» non hanno invece diritto a una formazione susseguente alla scuola dell’obbligo. Alcuni Cantoni adottano i principi stabiliti dalla circolare della CDPE del 1991 e non distinguono tra istruzione scolastica di base obbligatoria e post-obbligatoria. In questi Cantoni i giovani in questione hanno pertanto accesso al liceo, quindi all’università o a una scuola universitaria professionale.
La formazione professionale di base è una delle vie possibili di formazione post-obbligatoria. Sinora però i «sans-papiers» non vi hanno accesso perché questo iter si svolge parallelamente a un’attività lucrativa ai sensi della legislazione sugli stranieri, la quale richiede un permesso di soggiorno e un’autorizzazione di lavoro. Questa esigenza concerne in particolare le formazioni duali, ossia oltre l’80 per cento delle formazioni professionali di base in Svizzera. Le imprese che formano i giovani in situazione irregolare si rendono punibili (art. 117 LStr; vedi anche il n. 4.1).
2.3 Interventi parlamentari
Le Camere federali si chinano già da parecchi anni sulla questione dei «sans-papiers». Sul tema sono stati presentati diversi interventi parlamentari, come per esempio la domanda Schenker del 9 marzo 2009, «Sans-papiers. Uniformare l'attuazione delle regole applicabili ai casi di rigore", non disponibile in italiano» (09.5035), l’interpellanza Heim del 9 dicembre 2009, «Dignità umana dei sans papiers» (09.4122) o l’interpellanza Menétrey-Savary del 23 marzo 2007, «"Sans papiers". Situazione d’impasse?» (07.3207).
La situazione dei bambini e dei giovani senza status regolare è stata oggetto in particolare delle mozioni Perrinjaquet del 3 giugno 2010, «Giovani privi di documenti. Una formazione professionale, ma nessun diritto» (10.3375), Hodgers dell’11 dicembre 2009, «Rispetto della Convenzione sui diritti del fanciullo per i minori senza statuto legale» (09.4236) e van Singer del 16 dicembre 2008, «Regolarizzazione dei giovani clandestini che hanno compiuto gli studi in Svizzera» (08.3835).
Nella sua risposta del 26 maggio 2012, il Consiglio federale ha proposto di respingere la mozione Barthassat depositata il 19 marzo 2010, «Aprire le porte del tirocinio ai sans papier» (10.3329), la quale chiedeva di rendere possibile l’accesso al tirocinio per i «sans-papiers». Il 29 settembre 2011 anche il Consiglio nazionale ha respinto la mozione.
Oltre alla mozione Barthassat (08.3616), che ha suscitato il consenso delle due Camere ed è stata trasmessa al Consiglio federale, sono state depositate altre quattro iniziative sul tema. Tre di esse non sono ancora state trattate in seduta plenaria5 ma sono state respinte dalla CIP-CN, segnatamente in quanto, ora che la mozione Barthassat è stata accolta dalle Camere, spetta al Consiglio federale formulare delle proposte.6 Il 14 settembre 2009, il Consiglio degli Stati, seguendo le proposte delle commissioni, ha parimenti deciso di non dare seguito all’iniziativa del Cantone Neuchâtel (10.318). La reiezione di questi interventi parlamentari consente di evitare doppioni.
5 Iniziativa parlamentare Perrinjaquet 10.446; iniziativa cantonale Giura 10.330; iniziativa cantonale Basilea Città 10.325
6 L’iniziativa parlamentare Perrinjaquet chiede che l’art. 30 cpv. 1 LStr sia completato mediante una lett. m che consenta alle persone in situazione irregolare che hanno terminato la scuola dell'obbligo in Svizzera di seguire una formazione professionale. Le iniziative depositate dai Cantoni di Basilea, Neuchâtel e Giura vanno nella medesima direzione: chiedono una disciplina uniforme che consenta a giovani e giovani adulti senza status legale di iniziare un apprendistato.