Rapporto esplicativo
Consultazione 2011/119: Rapporto del Consiglio federale sulla strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+ · 80 pagine
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Rapporto del Consiglio federale
sulla strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+
La collaborazione tra i mezzi cantonali della protezione della popolazione e l’esercito funziona bene. L’esercito non è un doppione dei mezzi civili, bensì acquista per proprio uso mezzi principali complementari a quelli dei partner civili. Inoltre dispone di mezzi per uso specificamente militare che mancano ai partner civili (per es. mezzi di trasporto aereo, materiale per ponti, imbarcazioni e battelli pattugliatori armati).
2.1.4.2 Contributi del servizio civile
Il servizio civile è uno strumento civile della Confederazione. Chi presta servizio civile adempie l’obbligo di prestare servizio al di fuori dell’esercito in un lavoro di pubblica utilità a favore dello Stato o della società. Secondo la legge del 6 ottobre 199530 sul servizio civile, questo servizio contribuisce inoltre alla cooperazione nazionale per la sicurezza31 nonché alla salvaguardia e al mantenimento delle basi vitali naturali. È quindi uno strumento della politica di sicurezza, anche se non è ancora ben chiaro quali prestazioni concrete possa e debba fornire in questo ambito.
Secondo la legge sul servizio civile, in Svizzera si può ricorrere al servizio civile per prevenire catastrofi naturali e, in caso di sinistri d’ampia portata, per eliminare a lungo termine i danni e assistere la popolazione civile. Poiché lo statuto delle persone che prestano servizio civile corrisponde ampiamente a quello dei militari, le persone soggette all'obbligo di prestare servizio civile possono essere chiamate anche a effettuare interventi straordinari.32 Per gli interventi straordinari la competenza relativa alla convocazione spetta al Consiglio federale, mentre per gli interventi d'aiuto in caso di catastrofe e situazioni d'emergenza spetta all'Organo d'esecuzione del servizio civile. Nel 2005 e nel 2006 alcuni gruppi sono stati impiegati per eliminare le conseguenze delle catastrofi naturali, soprattutto per lavori di ripristino di lunga durata.
Il numero delle persone soggette all’obbligo di prestare servizio civile è in crescita. Nel 2010 erano 23 227 e per la fine del 2011 si prevede un effettivo di 26 000 persone. Alcune centinaia di esse hanno conseguito una formazione di quadro nell’esercito. Mancano tuttavia quadri sistematicamente istruiti e infrastrutture di condotta che consentirebbero l’impiego di formazioni. Sono possibili impieghi individuali sull’arco di più mesi, ma la prontezza operativa del servizio civile come organizzazione è attualmente piuttosto bassa. Oggi non è infatti possibile allarmare o impiegare immediatamente gruppi di persone che prestano servizio civile, poiché queste non possiedono un’istruzione specifica e, fatta eccezione per gli abiti da lavoro impermeabili, non dispongono di un equipaggiamento proprio e nemmeno di un’infrastruttura propria. I preparativi in vista di un impiego di gruppo richiedono diverse settimane. Il servizio civile non è quindi adatto quale strumento per l’aiuto immediato e d’urgenza e non si pone in concorrenza con le organizzazioni di primo intervento, la protezione civile e l’esercito. L’impiego individuale è però possibile in
30 RS 824.0
31 Il concetto di cooperazione nazionale per la sicurezza è stato sostituito dalla Rete integrata Svizzera per la sicurezza (secondo il RAPOLSIC 2010).
32 Finora non sono però mai stati ordinati interventi straordinari del servizio civile.