Rapporto esplicativo

Consultazione 2011/122: Revisione parziale della legge federale sugli stranieri (LStr) · 65 pagine

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terzi42. Le direttive ivi contenute non sono tuttavia vincolanti poiché il settore dell’immigrazione e dell’integrazione rientra fondamentalmente nella sfera di competenza dei singoli Stati membri ed è disciplinato dal diritto nazionale. Il 20 luglio 2011 la Commissione europea ha presentato una nuova agenda europea per l’integrazione dei cittadini di Stati terzi. I suoi principi generali e le misure proposte coincidono in larga misure con i principi generali della Svizzera43.

1.6.1.1 Germania

In Germania, il 1° gennaio 2005 è entrata in vigore la legge sul soggiorno (Aufenthaltsgesetz), che ha sostituito la legge sugli stranieri (Ausländergesetz), in vigore dal 1965 (revisione totale nel 1990). Nel 2007 e nel 2011 (anche ai fini dell’attuazione delle direttive dell’UE), la legge sul soggiorno è stata sottoposta a modifiche. Tale legge contiene un capitolo sull’integrazione che prevede la promozione, ma anche l’esigenza dell’integrazione nella vita economica, culturale e sociale della Germania degli stranieri che soggiornano durevolmente e legalmente sul territorio federale. L’integrazione è definita come processo reciproco a cui devono partecipare sia gli attori dello Stato e della società sia gli stranieri.

La Germania offre agli immigranti ampi programmi d’integrazione a tutti i livelli (Federazione, Länder, Comuni). In linea di massima la partecipazione ai corsi d’integrazione è facoltativa. In determinate circostanze – ad esempio se la conoscenza del tedesco è insufficiente oppure in caso di aiuto sociale o disoccupazione – i cittadini di Stati terzi possono essere obbligati a frequentare tali corsi. I cittadini degli Stati membri dell’UE o dello SEE e i cittadini svizzeri non sono invece soggetti a obblighi in materia d’integrazione, poiché ciò sarebbe contrario alla libera circolazione delle persone. A livello federale si svolgono inoltre dialoghi con gli attori della società, quali il vertice sull’integrazione (Integrationsgipfel) con la Cancelliera federale e la Conferenza tedesca sull’Islam (Deutsche Islamkonferenz). A causa della struttura federalista della Germania, i risultati di tali dialoghi non sono vincolanti, come non lo è il piano nazionale d’integrazione che attualmente viene trasformato in un piano d’azione nazionale sull’integrazione (Nationaler Aktionsplan Integrationsplan).

Gli sforzi d’integrazione degli stranieri sono sostenuti nell’ambito della promozione specifica dell’integrazione mediante un’offerta di base. Il corso d’integrazione, avviato nel 2005 e offerto in tutto il territorio tedesco, comprende un sistema di corsi linguistici di base e di approfondimento, che consente di acquisire conoscenze sufficienti di tedesco (= livello B1), nonché un corso d’informazione generale sull’ordinamento giuridico, sulla cultura e sulla storia della Germania. I corsi d’integrazione comprendono 600 lezioni per i corsi di lingua e 45 per i corsi

42"Common Basic Principles for Immigrant Integration in the European Union" del 19 novembre 2004, cfr. http://www.enaro.eu/dsip/download/eu-Common-Basic-Principles.pdf (stato 17 gennaio 2011).

43

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni. Agenda europea per l’integrazione di cittadini di Stati terzi, del 20 luglio 2011, cfr.

http://ec.europa.eu/home-affairs/news/intro/docs/110720/1_FR_ACT_part1_v3.pdf.