Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/127: Modifica della legge sulle foreste nel quadro dell'attuazione della politica forestale 2020 · 47 pagine

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Rapporto sulla procedura di consultazione sul complemento alla legge forestale Pagina 10

Secondo la BSB, gli articoli riveduti non sono abbastanza incisivi. La suddivisione, che ha origini storiche, del Servizio fitosanitario federale (SFF) in bosco (UFAM/DATEC) e agricoltura (UFAG/DEFR), è ormai inadeguata per affrontare i problemi attuali posti dall’introduzione di organismi invasivi pericolosi invasivi. A tale scopo, si dovrebbe includere esplicitamente nell’ambito di obblighi del SFF anche i boschetti urbani. Organismi pericolosi come il tarlo asiatico del fusto o il cerambice cinese e altri parassiti, essendo d’importazione, si stabilirebbero dapprima con molte specie arboree alloctone negli alberi presenti in città. Le disposizioni rivedute non sono del resto del tutto conformi alla legge sulla protezione dell’ambiente, all’ordinanza sulla protezione dei vegetali, alla legge sull’agricoltura e alla legge sull’espropriazione.

La VSLG sostiene in gran parte le modifiche proposte. Accoglie favorevolmente, in particolare, la promozione dell’utilizzazione del legno quale materia prima indigena e il sostegno della Confederazione nella difesa contro i pericoli biotici. La VSLG critica invece gli «interventi statali riguardo ai cambiamenti climatici e alla biodiversità» e respinge del tutto l’eccesso normativo della sicurezza sul lavoro.

Lo SPIA si esprime soltanto in merito alla disposizione sulla sicurezza sul lavoro.

La VSSG rinuncia a esprimersi.

3.1.3. Organizzazioni di protezione dell’ambiente

Greenpeace, Pro Natura, ASPU, SL e WWF riconoscono le sfide che gli organismi nocivi e gli effetti dei cambiamenti climatici rappresentano per la foresta svizzera. Potrebbero avere anche grandi ripercussioni sulla biodiversità. Laddove lacune legali rendono più difficili o impediscono contromisure adeguate, Greenpeace, Pro Natura, ASPU e WWF sono d’accordo di colmarle. Sono però dell’avviso che in diversi punti la vigente legge forestale offra già sufficienti possibilità d’intervento e non ritengono necessarie tutte le integrazioni proposte. Esprimeono inoltre scetticismo su determinati aspetti del progetto: gli organismi presenti in natura non possono essere trattati come organismi alloctoni invasivi. Non può essere che, con questa revisione, la lotta contro il bostrico venga in futuro praticata a spese della Confederazione e la selvicoltura non naturalistica venga così premiata dallo Stato. Qui il progetto non è abbastanza chiaro. Per assicurare la capacità di adattamento della foresta ai cambiamenti climatici, in via prioritaria vanno poi adottati provvedimenti per promuovere la biodiversità naturale. È inutile separare le misure di promozione della biodiversità spostandole nel titolo «Adattamento ai cambiamenti climatici». Sono fondamentalmente sbagliati e pericolosi «gli adattamenti artificiali », menzionati nel rapporto esplicativo, «di popolamenti forestali sensibili al clima» con specie arboree attraverso aree di propagazione naturali.

Per il resto, riguardo alle disposizioni sugli organismi nocivi e alle ripercussioni dei cambiamenti climatici, la SL rimanda ai pareri di ASPU e Pro Natura.

Greenpeace e ASPU temono che dietro il concetto di «adattamenti [artificiali] di popolamenti forestali sensibili al clima» si celi la promozione della douglasia sostenuta dallo Stato. Ritengono che le disposizioni di adattamento ai cambiamenti climatici e di gestione degli organismi nocivi siano in gran parte inadeguate e che causerebbero più problemi di quanti ne risolverebbero. Queste disposizioni dovrebbero perciò venire adeguate. Altrimenti, Greenpeace e ASPU sono, in linea di massima, d’accordo con il progetto.

Il WWF si oppone all’articolo 34a sulla promozione del legno.

A parte le summenzionate riserve riguardanti le disposizioni sugli organismi nocivi e gli effetti dei cambiamenti climatici Pro Natura e il WWF sono, in linea di massima, d’accordo con il progetto.

Per il resto, Greenpeace, Pro Natura, ASPU, SL e WWF sottolineano che è giusto che la promozione di strutture di raccordo al di fuori delle foreste di protezione non sia stata inclusa nel progetto. Prima che si possa discutere su una simile promozione da parte della Confederazione, occorre una visione globale che comprenda sia l’eccesso di allacciamenti in ampie parti della foresta svizzera, sia il difetto degli stessi in alcune regioni e che riveli tanto i potenziali per chiudere le attuali strutture di raccordo quanto le necessità mirate di nuove strutture. Oltre a quelli legati alle strade, vanno contemplati anche altri concetti di urbanizzazione e considerati i costi di manutenzione dei raccordi. Non è possibile approvare una soluzione che, a conti fatti, porti a un ampliamento dei raccordi stradali nella foresta svizzera.