Rapporto sui risultati
Consultazione 2012/45: Modifica dell'ordinanza sul Fondo di disattivazione e sul Fondo di smaltimento per gli impianti nucleari (OFDS) · 13 pagine
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La Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio degli Stati (CAPTE-S) sostiene l'indirizzo generale del progetto di ordinanza, ma ritiene troppo elevato il previsto supplemento di sicurezza del 30%. La Commissione delle finanze del Consiglio nazionale (CdF-N) sostiene gli intenti della revisione, e in particolare il supplemento di sicurezza del 30%, e raccomanda di preparare con dovuto anticipo le correzioni dei parametri che dovessero rendersi eventualmente necessarie. Nessuna osservazione sul merito della revisione è stata formulata dalla Commissione della concorrenza.
4 Osservazioni generali sulla revisione dell'ordinanza sul Fondo di disattivazione e sul Fondo di smaltimento
4.1 Necessità della revisione e eventuali lacune di finanziamento
Il Cantone di Berna non concorda con il momento scelto per la revisione dell'OFDS e chiede di sospenderla finché non saranno disponibili dati più attendibili basati su studi sui costi più aggiornati. Anche l'Unione democratica di centro respinge il progetto di revisione dell'OFDS, ritenendo che non vi siano ragioni fondate per procedere a una revisione, a meno che non si persegua l'obiettivo di peggiorare ulteriormente e in modo sistematico le condizioni quadro per l'energia nucleare. Il progetto di revisione è respinto anche dall'Unione svizzera delle arti e mestieri.
Il Cantone di Argovia, il Partito borghese-democratico, il PLR – I Liberali, l'Unione democratica di centro e numerose organizzazioni sono dell'opinione che non sussista attualmente alcuna lacuna di finanziamento e che i valori teorici verrebbero raggiunti sia per quanto riguarda il Fondo di disattivazione che per il Fondo di smaltimento. Economiesuisse richiama inoltre l'attenzione sul fatto che è troppo presto per dedurre che è necessario intervenire. Solamente con il prossimo studio sui costi ordinario del 2016 saranno acquisite ulteriori conoscenze. Il Partito borghese-democratico e la Fédération des Entreprises Romandes ritengono che debba essere mantenuto l'attuale modello di calcolo dei costi e dei contributi. Il PLR – I Liberali respinge un aumento dei contributi a carico degli esercenti. Il Partito socialista ritiene che l'importo mancante nel Fondo di disattivazione e nel Fondo di smaltimento sia attualmente di circa 7 miliardi di franchi svizzeri.
4.2 Consenso nei confronti della riduzione del rischio per la Confederazione e questione della partecipazione della Confederazione alla copertura dei costi di disattivazione e di smaltimento
I Cantoni di Argovia, Basilea Città, Ginevra, Neuchâtel, Svitto, Uri, Vaud, Vallese, il Partito ecologista, il Partito verde-liberale, i Giovani Verdi, il Partito socialista, numerose organizzazioni e la CdF-N approvano l'obiettivo della revisione di ridurre il rischio di una partecipazione della Confederazione ai costi di disattivazione e di smaltimento.
Allianz Atomausstieg, Greenpeace e numerose organizzazioni criticano il fatto che, secondo l'articolo 80 capoverso 4 LENu l’Assemblea federale può decidere se e in che misura la Confederazione partecipa ai costi non coperti, se la copertura della differenza non è sostenibile sotto il profilo economico per le persone tenute al versamento supplementare nei Fondi. La legge dovrebbe piuttosto esentare esplicitamente la Confederazione da questa garanzia statale (modifica dell'art. 80 cpv. 4 LE-Nu).
Il Cantone di San Gallo, per contro, ritiene che la Confederazione debba partecipare in misura adeguata al finanziamento dei maggiori costi di disattivazione e di smaltimento.
4.3 Principio di causalità e verità dei costi
Numerosi Cantoni, la città di Zurigo, il Partito verde-liberale e diverse organizzazioni accolgono con favore gli adeguamenti dell'OFDS che tengono conto del principio di causalità. A modo di vedere del Cantone di Basilea Città, non è però affatto certo che i Fondi siano in grado, a tempo debito, di coprire tutti i costi di disattivazione e di smaltimento. Per questa ragione occorre in futuro verificare in maniera sistematica, sulla base degli studi sui costi che devono essere effettuati ogni cinque anni, se non è necessario intervenire sui parametri di alimentazione dei Fondi, ed eventualmente prendere in considerazione nuovi aumenti. Il Cantone di Vaud ribadisce che i costi di disattivazione e di smaltimento devono essere integralmente a carico degli esercenti.
Il Partito socialista, l'Unione delle città svizzere e swisscleantech mettono in dubbio il fatto che la co-