Rapporto esplicativo
Consultazione 2012/46: Strategia energetica 2050 · 145 pagine
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Obiettivi
Per garantire la stabilità della rete e un elevato grado di approvvigionamento indigeno alla Svizzera, rientrano nella Strategia energetica 2050 anche le centrali a gas a ciclo combinato. Ciò comporta la necessità di riorganizzare l’interazione fra energia di banda, energia di punta, nonché energia di regolazione e di compensazione. Un numero limitato di centrali a gas a ciclo combinato deve fornire elettricità tutto l’anno, in particolare energia di regolazione e di compensazione, contribuendo in tal modo alla stabilità della rete. Gli impianti di cogenerazione decentrali aiutano a compensare la ridotta produzione di energia elettrica del fotovoltaico e della forza idrica nei mesi invernali. A ciò si aggiungono le importazioni di elettricità che continueranno a svolgere una funzione di compensazione temporanea.
In base alle attuali misure nell’ambito della Strategia energetica 2050, entro il 2020 dovrebbe essere necessaria una centrale a gas a ciclo combinato. L’ulteriore fabbisogno di queste centrali dipende prevalentemente dall’andamento dell’economia e del consumo elettrico, dall’accettazione della società e dallo sviluppo della produzione di energia elettrica generata da energie rinnovabili. In relazione a questi fattori l’approvvigionamento elettrico dovrebbe essere garantito da altre centrali a gas a ciclo combinato e/o da ulteriori importazioni.
Misure
Per migliorare le condizioni d’investimento relative alle centrali a gas a ciclo combinato, il Consiglio federale mira a una loro integrazione nel sistema di scambio delle quote di emissioni. Il Consiglio federale intende proseguire i negoziati in corso per assicurare ai gestori delle centrali a gas a ciclo combinato svizzere condizioni comparabili a quelle di cui godono i concorrenti europei. Con l’inserimento di queste centrali nel sistema di scambio delle quote di emissioni dell’UE, le centrali elettriche potrebbero partecipare allo scambio di emissioni europeo. Come i concorrenti europei anch’esse dovrebbero coprire le emissioni di CO2 generate acquistando diritti di emissione sul mercato comune. Ciò non sarà possibile fintantoché non verrà ratificato l’accordo bilaterale volto al collegamento dei due sistemi di compensazione delle emissioni.
La Confederazione deve inoltre esaminare la possibile partecipazione della Svizzera al meccanismo di crisi dell’UE nel settore del gas naturale e l’eventuale apertura del mercato svizzero del gas. Questi interventi servono a garantire alla Svizzera forniture di gas ininterrotte anche nei momenti di crisi. Inoltre la Svizzera punta a un’ulteriore differenziazione dell’approvvigionamento di gas, impegnandosi per l’apertura del cosiddetto «Corridoio sud» dall’area del Mar Caspio verso l’Italia.
1.3.4 Reti
Situazione iniziale
La Svizzera rappresenta la piattaforma per l’interscambio di energia elettrica nel cuore dell’Europa. Le vecchie linee, talora risalenti a oltre 40 anni fa, non sono più adeguate ai flussi attuali e futuri di elettricità e necessitano di interventi di trasformazione e potenziamento. Il fabbisogno di tali interventi individuato da Swissgrid nella rete di trasporto fino al 2020 ammonta a circa 1000 chilometri. Negli ultimi dieci anni tuttavia sono stati costruiti solamente circa 150 chilometri di linee. Inoltre la rete elettrica deve diventare più flessibile, intelligente ed efficiente dal punto di vista dei costi ed essere integrata in maniera ottimale in Europa. A causa della crescente decentralizzazione della produzione di elettricità con l’energia rinnovabile e gli impianti di cogenerazione, nonché del sempre