Rapporto esplicativo
Consultazione 2012/48: Approvazione del Protocollo di Nagoya sull'accesso alle risorse genetiche e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione e la sua attuazione (LF sulla protezione della natura e del paesaggio) · 40 pagine
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avvenuto con il PIC o con l’approvazione e la partecipazione delle comunità indigene e locali e che siano stati adottati MAT. In caso di mancato rispetto delle misure adottate sopra devono inoltre essere adottate misure adeguate, efficaci e proporzionate (p. es. sanzioni). Al di là del fatto che in caso di violazione di questi obblighi le Parti devono cooperare (art. 15 cpv. 3) e che le misure adottate possono essere di natura legislativa, amministrativa o politica, il Protocollo lascia alle singole Parti la scelta e l’impostazione effettive delle misure. Devono inoltre essere rispettati gli accordi in materia di ABS e i MAT. A tal fine l’articolo 18 descrive da un lato disposizioni da inserire negli accordi per facilitarne l’applicazione e dall’altro misure per risolvere eventuali controversie.
Per favorire il rispetto di questi obblighi, secondo l’articolo 17 del Protocollo di Nagoya occorre vigilare sull’utilizzazione delle risorse genetiche. A tal fine ogni Parte deve designare uno o più punti di controllo («checkpoint»). Questi punti di controllo servono a raccogliere o ricevere informazioni sull’utilizzazione delle risorse genetiche. Secondo l’articolo 17 capoverso 1, queste informazioni comprendono indicazioni sul PIC e sui MAT, sull’utilizzazione delle risorse genetiche o sulla fonte; spetta tuttavia alle Parti decidere quali informazioni debbano essere fornite ai punti di controllo. In Svizzera, l’indicazione della «fonte» è già richiesta nell’ambito delle domande di brevetto (cfr. n. 1.4). I capoversi 2–4 di questo articolo contengono inoltre dettagli sul cosiddetto certificato di conformità riconosciuto a livello internazionale, che deve dimostrare che l’accesso alle risorse genetiche è avvenuto con il PIC e che sono stati adottati MAT. Il certificato è prodotto al momento dell’iscrizione del permesso di accesso presso la camera di compensazione ABS e serve in primo luogo agli utenti quale prova che le risorse utilizzate sono state acquisite legalmente.
Durante i negoziati, la Svizzera ha sempre rivendicato anche misure di compliance attuabili e proporzionate, oltre che regolamentazioni chiare e semplici sull’accesso e disposizioni relative alla condivisioni dei benefici. Le misure descritte negli articoli sulla compliance ricalcano l’approccio già previsto dalla legge svizzera sui brevetti (cfr. n. 1.4).
2.5 Scambio di informazioni
Un elemento importante del Protocollo di Nagoya riguarda lo scambio di informazioni sulle norme interne vigenti in materia di ABS e sulle risorse genetiche utilizzate. All’articolo 13, il Protocollo di Nagoya stabilisce che ogni Parte è tenuta a designare un punto focale nazionale (punto di contatto) e una o più autorità nazionali competenti, di cui l’articolo descrive in dettaglio il ruolo e le funzioni. All’articolo 14, il Protocollo di Nagoya prevede inoltre l’istituzione di una camera di compensazione ABS (ABS Clearing-House) per lo scambio di informazioni. L’articolo descrive sia le informazioni vincolanti che devono essere trasmesse alla camera di compensazione ABS (legislazione e altri requisiti normativi in materia di ABS, informazioni sul punto focale nazionale e sulle autorità nazionali competenti nonché sui permessi rilasciati), sia altre informazioni (p. es. modelli di clausole contrattuali, codici di condotta e migliori prassi, metodi di monitoraggio delle risorse genetiche nonché informazioni sulle autorità competenti delle comunità indigene e locali). Per favorire il rispetto degli obblighi, alla camera di compensazione ABS e alle autorità