Rapporto esplicativo
Consultazione 2012/7: 09.503 Iv.Pa. Abolire progressivamente le tasse di bollo e creare nuovi posti di lavoro · 14 pagine
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d’insediamento. La tassa d’emissione sui diritti di partecipazione esercita un effetto penalizzante sul piano della concorrenza per l’afflusso di società con forti capitali o di direzioni di gruppi, poiché accresce l’onere fiscale medio effettivo.
Dal profilo dell’attrattiva per le imprese, il metodo d’imposizione applicato dagli Stati stranieri si rivela uno svantaggio: essi deducono l’imposta sull’utile acquisito in Svizzera, ma non la tassa d’emissione sulle partecipazioni pagata in Svizzera.
5.1.2 Efficienza della piazza economica svizzera
Aumento dell’imposizione marginale effettiva sugli investimenti marginali finanziati con nuovi capitali propri: la tassa d’emissione sui diritti di partecipazione rincara la ricerca di nuovo capitale proprio. Se un investimento marginale è finanziato in tutto o in parte con nuovo capitale proprio, la tassa d’emissione aumenta l’imposizione marginale effettiva su questo investimento.
Base di calcolo insufficiente: la tassa d’emissione sul capitale proprio grava, nell’ambito di una tassazione ex ante, il reddito ipotetico e non, come nel caso di una tassazione ex post, il reddito effettivamente conseguito. Per rispetto alla capacità economica, si genera da una parte un’imposizione accresciuta degli investimenti finanziati con capitale proprio, che non sono più in grado di raggiungere la redditività auspicata inizialmente. D’altra parte, gli investimenti redditizi al di sopra della media sono sotto tassati, poiché rendite economiche che sono parte del reddito non vengono tassate1. Dal profilo dell’efficienza dell’allocazione di capitali, ciò non è corretto, poiché l’imposizione delle rendite economiche non provoca praticamente effetti di distorsione. Per il fatto che non tiene conto della diversa redditività di un investimento, la tassa d’emissione sul capitale proprio è parimenti inferiore all’imposizione ex post del reddito effettivamente conseguito e ciò dal punto di vista dell’uguaglianza fiscale orizzontale.
Perdita dell’effetto di assicurazione dell’imposizione: attraverso l’imposizione ex ante del reddito ipotetico si annulla inoltre l’effetto di assicurazione dell’imposizione del reddito effettivamente conseguito. A differenza dell’imposizione ex ante, nel caso dell’imposizione ex post il fisco partecipa al rischio, cioè alla fortuna o alla sfortuna degli investitori. A motivo di questo effetto di assicurazione (effetto Domar-Musgrave), gli investitori si ritengono soddisfatti con un premio sul rischio più basso. Nel singolo caso l’effetto di assicurazione diventa importante in particolare quando il patrimonio del detentore di quote è costituito principalmente da quote di una medesima impresa. Questa situazione non è rara per gli imprenditori proprietari.
1 Una rendita economica si definisce quale eccedenza delle entrate rispetto ai costi di opportunità destinati al loro ottenimento. Questi costi di opportunità si compongono, in caso di un investimento, di tutte le posizioni di costo (costi per materie prime e prodotti intermedi, macchinari, servizi, salari, imposte, interessi sul capitale di terzi ecc.) più gli interessi usuali del mercato sul capitale proprio investito. Se le entrate previste coprono unicamente i costi di opportunità, ne risulta un valore in contanti pari a zero e l’investimento è ancora redditizio. Se le entrate superano i costi di opportunità, il valore in contanti risulta più alto, dando origine ad una rendita economica. Visto che un valore in contanti di zero è sufficiente per avere un progetto d’investimento redditizio, la rendita economica non è rilevante per decidere se un progetto d’investimento debba essere attuato oppure no.