Rapporto esplicativo

Consultazione 2012/7: 09.503 Iv.Pa. Abolire progressivamente le tasse di bollo e creare nuovi posti di lavoro · 14 pagine

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4 Diritto comparato

A livello di Unione europea, la direttiva 69/335/CEE del Consiglio, del 17 luglio 1969, concernente le imposte indirette sulla raccolta di capitali si interessa, tra l’altro, dell’armonizzazione della tassa d’emissione, qualificata «imposta sui conferimenti di capitali». Questa direttiva ha subìto negli anni 1973, 1974 e 1985, modifiche materiali. Per quanto concerne le operazioni che soggiacciono a imposizione, descritte in modo molto dettagliato nella direttiva, si applica un tasso massimo dell’1 per cento sul capitale proprio.

Nell’ambito dell’attuazione della Strategia di Lisbona, i servizi della Commissione hanno elaborato una proposta di revisione della direttiva, che si prefigge di semplificare e modernizzare le disposizioni e di abolire l’«imposta sui conferimenti di capitali» al fine di promuovere lo sviluppo delle imprese nell’UE. La proposta della direttiva è stata trasmessa al Parlamento il 4 dicembre 2006.

Il Comitato economico e sociale europeo ha presentato il suo parere il 14 marzo 2007. Esso constata che ancora 7 dei 27 Stati membri prelevano questa imposta (Polonia e Portogallo: 0,5%; Cipro: 0,6%; Grecia, Spagna, Lussemburgo, Austria: 1%) e ne sostiene l’abolizione. Il Lussemburgo ha abolito la tassa d’emissione nel 2010. Su scala europea, la tassa d’emissione doveva essere abolita a partire dal 1° gennaio 2012. Tuttavia non c’è stata unanimità, poiché alcuni Stati membri non intendevano rinunciare agli introiti generati da questa tassa.

Il 1° gennaio 2009, la direttiva 2008/7/CE del Consiglio concernente le imposte indirette sulla raccolta di capitali ha sostituito la direttiva 69/335/CEE. Ai sensi della nuova direttiva, gli Stati membri che applicano l’imposta sui conferimenti di capitali già dal 1° gennaio 2006, hanno la possibilità di continuare a percepire questa tassa; per contro, quelli che hanno smesso di percepirla, non possono più reintrodurla.

5 Effetti sull’economia nazionale della tassa d’emissione sul capitale proprio

5.1 Sull’economia nazionale

La tassa d’emissione penalizza l’attrattiva della piazza finanziaria e l’efficienza dell’economia nazionale svizzera. L’abolizione della tassa ha effetti tendenzialmente positivi sulla crescita.

La tassa d’emissione sul capitale proprio non presenta vantaggi rispetto ad altre imposte che perseguono la tassazione dei proventi da capitale. Al contrario, essa presenta una serie di inconvenienti dal punto di vista dell’attrattiva e dell’efficienza.

5.1.1 Attrattiva della piazza finanziaria svizzera

Attrattiva per le imprese: dal punto di vista dell’attrattiva della Svizzera per le imprese, che in questo ambito è intesa come capacità di attirare in Svizzera capitali mobili e di impedire che capitali mobili lascino il Paese, l’effetto della tassa d’emissione sul capitale proprio varia a seconda del genere d’impresa. Mentre a questo riguardo per le PMI non esiste un problema grave, diversa è la situazione per le imprese più importanti, che godono di maggiore libertà nella ricerca del luogo