Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/7: 09.503 Iv.Pa. Abolire progressivamente le tasse di bollo e creare nuovi posti di lavoro · 16 pagine

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• La tassa di bollo presenta alcuni svantaggi dal profilo della sistematica fiscale. Dal mo-

mento che la tassa è applicata ex ante sui redditi realizzati soltanto in un momento successivo, essa aumenta i costi per l’impiego di capitale proprio e richiede maggiore liquidità. Poiché la maggior parte dei Paesi dell’UE non prevede più tale imposta, ne deriva tendenzialmente pure un certo svantaggio competitivo.

• Questi svantaggi non devono però essere sopravvalutati dal punto di vista quantitativo.

Come si evince dal Vostro documento, negli ultimi anni le tasse di bollo sono già state ridotte notevolmente. Le decisioni d’investimento dovrebbero basarsi su altri fattori determinanti. L’abolizione della tassa d’emissione sul capitale proprio comporterebbe per la Confederazione una diminuzione delle entrate di circa 240 milioni di franchi. Si tratta quindi di un’ulteriore misura fiscale che andrebbe ad agevolare il fattore capitale. La SIC aveva già chiesto – l’ultima volta nel quadro del progetto «too big to fail» che prevedeva l’abolizione della tassa d’emissione sulle obbligazioni e sui titoli del mercato monetario – che la compensazione delle minori entrate avvenisse obbligatoriamente e immediatamente tramite ulteriori misure in campo finanziario.

Reiezione

USS e Travail.Suisse respingono l’abolizione della tassa d’emissione sul capitale proprio.

Motivazione:

USS

• Si teme che le minori entrate sarebbero considerevoli. Le perdite fiscali valutate in

240 milioni di franchi nel rapporto esplicativo dovrebbero essere maggiori del previsto, poiché anche le entrate derivanti dall’imposta sul reddito e dall’imposta preventiva sarebbero messe a dura prova. Al contrario di quanto illustrato nel rapporto, si attendono minori entrate anche dalle imposte cantonali e comunali sull’utile. La tassa d’emissione, infatti, incentiva le imprese ad indicare un valore più basso per i conferimenti in natura nella società. Questo valore rappresenta la base di calcolo dell’imposta sull’utile, dell’imposta preventiva e dei futuri ammortamenti rilevanti ai fini fiscali. In assenza di una tassa d’emissione, per le imprese sarebbe più vantaggioso calcolare un valore superiore per i conferimenti in natura. In questo modo si potrebbe creare un potenziale di ammortamento maggiore oppure anticipare i futuri incrementi imponibili di valore, riducendo così il substrato fiscale dell’imposta sull’utile e dell’imposta preventiva non solo a livello federale, ma anche a livello cantonale e comunale.

• Attualmente la tassa d’emissione facilita l’esecuzione dell’imposta sull’utile, poiché in

caso di costituzione o di aumento del capitale di una società le autorità fiscali hanno la possibilità di verificare i valori e di definire la situazione iniziale in modo chiaro dal punto di vista fiscale, specialmente per quanto concerne la riscossione delle imposte cantonali. Abolendo la tassa d’emissione questa possibilità andrebbe persa.

• L’abolizione della tassa d’emissione non eserciterebbe un effetto positivo sotto il profilo

dell’economia pubblica, in particolare se le minori entrate causate dall’abolizione della tassa dovessero essere compensate risparmiando su importanti uscite pubbliche. Nel caso in cui, ad esempio, si risparmiasse sull’educazione l’effetto complessivo sarebbe certamente negativo. Per la costituzione di un’azienda in Svizzera esistono altri fattori più importanti della tassa d’emissione, come confermano non da ultimo le numerose aziende internazionali che negli ultimi 10 anni si sono trasferite in Svizzera malgrado la tassa d’emissione. Inoltre, grazie all’attuale importo cospicuo della franchigia, pari a 1 milione di franchi, le PMI sono già ampiamente esenti dalla tassa d’emissione. Infine, il rimanente