Rapporto sui risultati
Consultazione 2012/7: 09.503 Iv.Pa. Abolire progressivamente le tasse di bollo e creare nuovi posti di lavoro · 16 pagine
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onere fiscale della tassa d’emissione era già stato ridotto di due terzi, all’1 per cento, negli anni 1996/97.
Travail.Suisse
• L’abolizione della tassa d’emissione sul capitale proprio condurrebbe a perdite fiscali
notevoli per la Confederazione e non contribuirebbe alla crescita e alla creazione di posti di lavoro. Per questo motivo Travail.Suisse aveva già respinto l’abolizione della tassa d’emissione sul capitale di terzi in occasione del progetto «too big to fail».
• Non è ammissibile adottare da un lato provvedimenti che provocano perdite fiscali e
dall’altro prevedere misure di risparmio. Dato che in futuro si prevedono importanti investimenti per il finanziamento dei trasporti pubblici, per l’educazione, la formazione, la ricerca e la politica energetica, il margine di manovra politico-finanziario della Confederazione non dovrebbe essere limitato.
• Secondo i sostenitori del progetto, le minori entrate saranno compensate grazie all’effetto
positivo esercitato dall’abolizione della tassa d’emissione sulla crescita economica. Non vi sarebbero tuttavia prove certe del fatto che le agevolazioni fiscali a favore delle imprese possano contribuire alla crescita e quindi compensare le minori entrate. Inoltre, tale argomentazione era stata presentata anche in occasione della riforma II dell’imposizione delle imprese, ma ad oggi non vi sarebbero segnali del fatto che la riforma abbia condotto a una crescita maggiore. Dal momento che sono stati taciuti determinati fatti, l’unico esito certo della riforma è rappresentato dalle perdite fiscali assai più ingenti del previsto. Se la popolazione fosse stata informata correttamente, la riforma sarebbe stata respinta.
• Nel quadro del possibile negoziato tra Svizzera e UE concernente i regimi fiscali speciali
è lecito attendersi ulteriori perdite fiscali.
• La competitività della piazza finanziaria ed economica svizzera non si basa soltanto
sull’attrattiva fiscale, ma anche su diversi fattori come l’innovazione, la formazione dei lavoratori, la presenza di scuole universitarie, la qualità della vita. Nel raffronto internazionale la Svizzera si distingue per un onere fiscale moderato. Non sono quindi necessarie ulteriori agevolazioni fiscali. L’abolizione della tassa d’emissione non è un fattore determinante per «riportare imprese in Svizzera, creare e mantenere posti di lavoro», come citato nel rapporto esplicativo. Le imprese estere che intendono trasferire la propria sede in Svizzera non basano la propria decisione sull’abolizione della tassa d’emissione. Chiunque ritenga che la tassa d’emissione rappresenti uno svantaggio per la piazza finanziaria elvetica dovrebbe tenere conto del fatto che le prestazioni di assicurazioni e banche sono esonerate dall’IVA.
• Non è necessario menzionare la competitività internazionale, in particolare all’interno
dell’UE, per quanto concerne l’abolizione della tassa d’emissione. Alcuni Stati dell’UE non intendono infatti rinunciare alle entrate provenienti da tale tassa. Nell’attuale contesto dell’eurozona, caratterizzato dall’indebitamento, difficilmente si deciderebbe all’unanimità di abolire la tassa d’emissione.